Sezione Live Reports
MOTTA
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Avete ascoltato Vivere o morire e vi è piaciuto? Dimenticatevelo! Motta porta sul palco uno spettacolo totalmente diverso da quello che ti aspetti ed è meraviglioso. Il disco è molto bello, intendiamoci, ma quello a cui assisterete sarà qualcosa di molto più forte, un suono che vi entrerà dentro e vi scuoterà le ossa.

 

Dopo un mini tour nei club  Motta farà tappa nei principali festival d'Italia e mercoledì sera si è esibito al Flower Festival di Collegno.

Lo spettacolo ha inizio con "Ed è quasi come essere felice" ed è un esplosione, il suono è più sporco e aggressivo rispetto al disco, aumentano le percussioni che lo stesso Motta suona, lui corre per il palco agita le braccia, salta, incita il pubblico.

E' un inizio con il botto, un rock di pancia, instintivo e viscerale. Il concerto prosegue con "La fine dei vent'anni" dove i toni si abbassano leggermente ma il suono rimane corposo e le percussioni continuano a farla da padrone. E' un Motta diverso da quello che ti aspetti, introspettivo e sempre un pò triste, il Motta che vedi sul palco è carico e nonostante preferisca dare spazio alle canzoni anzichè alle parole riesce a creare subito una bellissima alchimia con il pubblico.

Presenta la sua band e ringrazia la sua compagna (Carolina Crescentini) che non chiama mai per nome, afferma di essere divantato quello che è solo grazie a loro, ma non c'è spazio per grandi discorsi la scaletta deve proseguire ed è la volta di "Quello che siamo diventati", brano che delimita il confine tra il Motta de "La fine dei vent'anni" e quello attuale, anche il modo di cantare cambia, meno rabbioso e più rilassato.

Si alternano brani del primo e del secondo disco, in una scaletta che non lascia spazio ad interruzioni, Motta anche quando imbraccia una chitarra non è mai fermo, sembra quasi abbia bisogno di far uscire tutta l'energia che ha in corpo e anche i continui cambi di luce contribuiscono a tenere altissimo il ritmo del concerto. Si succedono senza sosta "Vivere o morire", "Chi sa dove sarai", "La prima volta",  "Per amore e basta", "Del tempo che passa la felicità" ed "E poi ci pensi un pò" pezzi esplosivi e rumurosi quasi tribali, dal suono corposo e compatto ma anche pezzi acustici intimi e riflessivi. Con Roma stasera, cantata quasi urlando si chiude la prima parte del concerto. Anche la seconda parte mantiene alto il ritmo con "Se continuiamo a correre", ma è con "Sei bella davvero", scritta insieme a Riccardo Senigallia che il pubblico esplode, braccia al cielo e cantata a piena gola, siamo quasi alla fine ma c'è ancora spazio per qualche brano; è la volta de "La nostra ultima canzone", arriva poi una chicca "Fango" brano dei Criminal Jokers band con cui Motta ha iniziato - Se non le faccio io, quelle canzoni non le fa nessuno -. 

Il pezzo scelto per salutarci è la dolcissima "Mi parli di te" una lettera cantata che Motta scrive al padre. Il live di Motta è carico, e come già detto, ascoltando i suoi dischi non ti aspetteresti questa esplosione di forza, i musicisti affiatatissimi suonano sprigionando un'energia che ti colpisce dritta alla cassa toracica e non puoi che rimanerne emozionato.

 

Il tour proseguirà fino a Settembre percorrendo tutto lo stivale, andateci e fatevi travolgere da questa bellissima energia!