Sezione Live Reports
NEGRITA - Rugby Sound 2018
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Ieri 08 Luglio, nella cornice di Isola del Castello a Legnano si è conclusa la stagione musicale del Rugby Sound Festival 2018.

E a quale miglior gruppo consegnare lo scettro della chiusura se non ai nostrani Negrita?!

Anticipati solo da Kiol, un talentuoso e giovane one man band italiano, i Docs non hanno tardato ad arrivare e ad infiammare il pubblico con la loro grinta.

 

Ecco fatte le 21.30 che catapultati immediatamente sul palco, accompagnati da un breve ma caldo saluto ci ricordano sin da subito la loro costante presenza con “Siamo ancora qua”  “Adios Paranoia” e la bellissima “No Problem” direttamente dal nuovo album “Desert Yacht Club” uscito lo scorso Marzo.

 

L’atmosfera è fantastica, nell’aria profondo amore reciproco e gratitudine, che non accenna a diminuire. Anzi. E proprio come - l'incendio di un tramonto nel buio della sera - la folla impazzisce quando nell’aria scorrono tracce come “Il gioco” e “Brucerò per te”.

Non sto nella pelle e non credo che tutto ciò è - davanti a NOI, un plotone schierato che esplode colpi e non prende fiato -

Ed è tra sorrisi e qualche sigaretta che Pau si ferma un attimo per ricordarci quanto la vita ci può dare momenti di gioia tanto quanto drammatici, e che una cosa è certa “Io voglio stare bene”.

Con questo pezzo si passa ad un supposto primo tempo, in realtà trasformato in pit stop non aiutato dal “cazzo di caldo” per ritornare impetuosamente con nella nostra Jungla con “Radio Conga” ed un pensiero ironico e dovuto al nostro Salvini.

 

Il tutto prosegue con una scaletta di tutto punto fino  a pezzi come l’energica “Fuori controllo” e la scomoda “Il libro in una mano, la bomba nell’altra

- E Vivo  fino a sentir male con la gola secca sotto il sole - stasera noi sappiamo che “Rumore la felicità”, ed è qui a “Milano stanotte”.

Segue la fantastica “Rotolando verso Sud” e una versione unplugged, e da brividi di “Non torneranno più” dedicata a tutte quelle persone che non ha fatto in tempo ad esser qua e che purtroppo ci hanno lasciato.

 

Il live prosegue con “Ho imparato a sognare”, con la maliziosa “Magnolia” e “E sia splendido” con un Drigo alla chitarra in perfetta forma, “In ogni atomo”, la sobria “transalcolico” e “A modo mio

Un buonanotte e via tutto finito, ma noi non ci crediamo!

Richiamati sul palco, i Negrita riescono con un set finale con i controcavoli,  “Scritto sulla pelle” e “Bambole”. E qui veramente le ideologie si estinguono, le coscienze si disperdono e i muri crollano.

Mama Maè” e “Gioia Infinita” . Ed è finita (Pau cit.)

 

Cosa dire? Sarà che io sono di parte, sarà che gran parte dei miei attimi vissuti hanno avuto come colonna sonora una canzone dei Negrita. Ma questo live è stato grandioso, la perfetta location è stata solo un non plus-ultra.

Due cose sole mi sentirei di dire che non ho fatto prima: in primis ringraziare i Negrita per l’amore continuo che dimostrano ed emanano e dalla splendida musica che riescono a creare.

A tutti gli altri: sostenete la musica italiana, ma sostenete quella vera, quella pensata, quella scritta con significato e piena d’umiltà.

 

Me ne sono andata con sensazioni che pochi potranno capire.