Sezione Live Reports
MANNARINO@GRAN TEATRO MORATO BRESCIA
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L’impero crollerà il nuovo spettacolo di Alessandro Mannarino, meglio conosciuto solo come Mannarino ha fatto tappa pochi giorni fa al Gran Teatro Morato di Brescia. Uno spettacolo diverso “Ho voluto togliermi il cappello e vedere quello che succede” dice lo stesso Mannarino, un contesto molto più intimo, sia a livello di spazi: teatri e auditorium, che come atmosfera, sul palco solo una bandiera che sventola per quasi tutto lo spettacolo e un altoparlante. Il concerto si apre nella penombra con un Mannarino seduto su uno sgabello armato solo della sua chitarra appena illuminato da un occhio di bue, il brano scelto per iniziare questo viaggio è Roma, spogliato però del suo classico arrangiamento, che il pubblico ascolta in un silenzio quasi religioso, segue Marylou dove, dalla penombra emergono i musicisti che accompagneranno il cantautore romano per il resto del concerto, le luci creano ombre sullo sfondo e i contorni sono ancora poco definiti, il ritmo scanzonato del brano lascia spazio a delle sonorità più cupe che vanno a fondersi perfettamente con l’atmosfera creata fino a questo istante. E’ il momento di Apriti cielo le luci da bianche diventano blu e il pubblico esplode in un fragoroso applauso, segue Malamor dove il ritmo si fa un po' più veloce e il suono più caldo sulla stessa scia arriva Babalù che comincia a far scalpitare il pubblico rimasto fino a quel momento ben composto sulle proprie sedie. Le sonorità cambiano ancora con la malinconica ballata Deija  che ci porta improvvisamente in una dimensione jazz  con un inaspettato assolo di sax che scalda la sala, mantenendo lo stesso filo narrativo seguono Al monte e Le stelle. Mannarino noto per saper narrare con ironia la quotidianità e il dolore anche degli emarginati, si trova nuovamente solo sul palco con la sua chitarra a raccontarci Il carcerato, sullo stesso filone lo spettacolo prosegue con Scendi giù. Con L’impero il concerto subisce un’ accelerazione per poi esplodere con Arca di Noè dove il pubblico che ormai non riesce più a stare seduto si precipita a ballare sotto il palco, Mannarino lo sa, il suo spettacolo è prima di tutto una festa che ha il suo apice con Tevere Grand Hotel e L’impero nella versione scritta per il programma Ballarò, i musicisti sul palco si fondono in un unico suono e il pubblico che ormai non ha più intenzione di tornare a sedersi balla senza freni. Quasi a conclusione del concerto arriva Le rane dove Mannarino chiede al pubblico di mettere via i telefoni e guardarsi negli occhi, vivere quel momento a pieno e non dietro lo schermo del cellulare “ Vè vojo bene sto’ qua pe' voi, guardamose nell' occhi còre a còre”. Il viaggio nell’ Impero di Mannarino non poteva concludersi che con uno dei suoi più grandi successi Me so’ mbriacato dove è lo stesso pubblico a cantare il ritornello.“Qualunque sia il tuo Impero, ovunque si trovi, qualsiasi nome abbia, ci dev’essere da qualche parte un suono che lo farà crollare” Mannarino con il suo concerto, costruito come un piccolo viaggio all’interno della natura umana, fatta di battaglie, contraddizioni, cadute e vittorie, ci ha dato una piccola spinta per cominciare a farlo.

Il viaggio di Mannarino continuerà nei prossimi mesi nei maggiori teatri italiani Triste ( 2 Maggio), Assisi ( 4 Maggio), Firenze ( 5 Maggio), Bologna (7 e 8 Maggio) per concludersi il 25 Luglio al Rock in Roma.