Sezione Live Reports
DIODATO@MONK ROMA
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Un piccolo gioiellino il Monk di Roma, dove ieri si è svolto un grande spettacolo. In scena, reduce dal successo sanremese, Diodato. Un locale gremito, di fan della prima ora e di nuovi appassionati, ha accolto il cantante pugliese. Una scenografia molto intima, un led luminoso con il suo nome alle spalle, ha reso ancora più speciale lo spettacolo. Il concerto inizia a luci basse, con il pezzo I miei demoni, un brano dalle sonorità dure, con la batteria che la fa da padrone, e dal testo ammiccante "Voglio sentirmi libero, stasera esco / e me ne vado in giro in qualche posto / a importunare tutta questa bella gente / ad annegare il malumore tra la gente", si continua poi a strizzare l'occhio al pubblico già conquistato al primo pezzo con Mi fai morire, Diodato gioca e rivolge il microfono alla platea per farla cantare il ritornello. Segue una canzone che sembra uscita dagli anni '60 Ubriaco, Diodato ama attigere dalle sonorità passate, quasi a creare un legame tra il suono più internazionale che caratterizza alcuni suoi brani come Paralisi e le atmosfere della tradizione italiana. Arriva poi Fiori immaginari cantata in penombra con il solo ausilio del piano, un momento che mi ha fatto venire la pelle d'oca, la voce di Diodato è una coccola per l'anima, sembra quasi coli miele sulle ferite che tutti portiamo dentro.Terminata questa parentesi intimista, si passa a delle atmosfere più leggere con Ma che vuoi dove lo stesso Diodato imbraccia la chitarra acustica, dopo la  cover di De andrè Amore che vieni amore che vai,e la title list del suo ultimo album Come siamo diventati arrivano in successione come una mitragliata le miei canzoni preferite Guai che ricrea un'atmosfera anni '30 quasi parigina e la delicata Mi si scioglie la bocca, che Diodato confessa essere stata scritta nella capitale e che al termine ne fa cantare il ritornello al pubblico accompagnandolo con la sua chiatarra. Mi guardo attorno, il pubblico lo segue rapito dalla bellezza dei testi, ricercatissimi, la potenza delicata della sua voce e la sua innegabile padronanza del palco, Antonio sul palco si diverte, è percebile con molta chiarezza, non sta eseguendo dei brani, li sta vivendo.

Una breve parentesi rock con La verità, per poi tornare ai suoni delicati di Un pò più facile, seguita dalla canzone che ha provocato un boato nel pubblico Adesso. Il concerto termina con la scanzonata Di questa felicità. Ma al pubblico non basta e c'è spazio per tre bis una Babilonia chitarra voce da brividi, una rockettara Se solo avessi un altro, e il pezzo che ci ha fatto ballare la cretino dance per mesi Cretino che sei che Diodato sceglie di cantare in mezzo al pubblico scendendo dal palco provocando sorrisi a profusione e balletti improbabili.Un lungo applauso che sembra far commuovere il cantautore quasi non se lo aspettasse chiude il concerto. Uno spettacolo bello, ben costruito, coinvolgente, cantato divinamente e suonato altrettanto bene, aspettiamo con ansia il prossimo disco di inediti per poterlo rivedere sul palco.Il tour proseguirà fino a fine mese con anche qualche data europea Digione e Parigi, rispettivamente il 19 e 20 aprile, 21 aprile, Bruxelles e 22 aprile L'Aia.