Sezione Live Reports
Daniele Silvestri Acrobati in Tour@ Pala Geox Padova
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Un piccolo uomo che compie delle grandi magie, potremmo sintetizzare così quello che è successo Venerdì 1 Aprile al Pala Geox di Padova.

Il piccolo uomo in questione è Daniele Silvestri che con la sua squadra di musicisti sta raccontando nei teatri dello stivale il suo ultimo disco: Acrobati.

Uso volutamente un verbo di “parola” per  definire lo spettacolo a cui ho assistito, nonostante di musica ce ne sia stata tanta ed egregiamente suonata, perché, Daniele, sembra quasi prenderti per mano e guidarti attraverso l’evoluzione del suo disco.

Il pubblico viene subito trasportato nel mondo di Silvestri; la scenografia riproduce un piccolo paese, dove al centro, un uscio illuminato muta al variare del brano e ci invita ad entrare per raccontarci una nuova storia.

Anche i musicisti, compagni fedeli di Daniele, sono posti su diversi livelli e vanno a popolare questo piccolo borgo.

La prima parte del concerto si concentra sui brani del nuovo disco, eccezion fatta per Senza far rumore. Tutto inizia da La verità con un Silvestri voce e piano, una scelta particolare quella del cantautore romano, che spiazza il pubblico optando per canzoni dell’ultimo lavoro che forse non ancora ben assimilate dai suoi fan sembrano quasi non riuscire a coinvolgere a pieno i presenti, ma è solo un’impressione perché guardando i volti delle persone accanto a me vedo sorrisi e occhi scintillanti.

Il coinvolgimento di certo sale sulle prime note di Quali alibi, che il pubblico sembrava attendere impaziente, Silvestri interagisce molto con chi ha davanti, scherzando anche sulla quantità di parole contenute nel ritornello e sfidando le prime file a intonarla da soli.

Si susseguono poi altri brani di Acrobati come la dura Un altro bicchiere, Pochi giorni e La mia routine.

Dopo quasi due ore di musica, arriva il momento di cambiare la scenografia e quello che prima era un piccolo paese si trasforma in un circo, con Silvestri vestito da direttore e i suoi musicisti a tema, arriva uno dei brani che aspettavo Monetine; Daniele sul palco ha una carica che conquista, una padronanza che lascia incantati e tutto fatto con una naturalezza disarmante. Un piccolo richiamo al progetto che lo ha coinvolto per più di un anno con gli amici e compagni Gazzè e Fabi è Spigolo tondo.

Lo spettacolo è denso di emozioni, un arcobaleno che va dall’indignazione di  A bocca chiusa, che dal vivo riesce sempre a commuovere, e Precario il mondo alla dolcezza di Acrobati e Le navi, passando per la rabbia e la frustrazione di Monolocale e la scanzonata caciara de Il flamenco della doccia.

Una featuring anomala quella di Caparezza che ha collaborato al disco per il pezzo La guerra del sale e che dal vivo regala una sorpresa, non vi svelo quale sia altrimenti non lo sarebbe più.

Sul palco tutto procede con una fluidità e una leggerezza impressionante, conseguenza naturale di una sintonia frutto di anni passati a suonare insieme, i musicisti si divertono, è evidente, sorridono giocano tra loro con gli sguardi, improvvisano e regalano a chi li sta guardando la sensazione che tutto sia perfetto così com’è, che non ci sia niente che debba cambiare.

Espletata la scaletta “canonica” arriva lo spazio per  le richieste del pubblico: nei giorni precedenti al concerto i fan sono stati chiamati ad esprimere via mail le loro preferenze sui brani che avrebbero voluto ascoltare, questo rende il concerto ogni volta diverso, con buona pace dei musicisti che si ritrovano a dover suonare canzoni ormai dimenticate; per Padova la scelta è caduta sulla splendida Autostrada e a sorpresa, anche per lo stesso Silvestri, su Sornione.

Di certo non poteva mancare uno dei brani più conosciuti del cantautore romano Salirò, la platea esplode in un boato e molti abbandonano i propri posti per andarla a ballare sotto il palco, Silvestri ha questo potere, qualunque sia la tua età e nonostante normalmente tu riesca a mantenere un certo contegno, alle prime note di questo brano, l’unica reazione possibile è alzarsi e ballare.

Sembra tutto finito quando a gran richiesta Daniele e i suoi acrobati escono per regalare due bis ad un pubblico che li ha seguiti per quasi tre ore e che, come fa notare lo stesso cantante non ha nessuna intenzione di andarsene “Ma voi non ce l’avete una casa? Ah ecco lo sospettavo”; con l’intensissima Aria e la coinvolgente Cohiba  Silvestri prende congedo dal suo pubblico.

Un grande abbraccio sul palco è l’ultima immagine che questi acrobati mi regalano, un concerto splendido, curato nei minimi dettagli e che fa bene al cuore e allo spirito; la dimostrazione che la musica italiana non è morta, come qualcuno ci vorrebbe far credere, ma sta benissimo.

Il tour nei teatri proseguirà ancora per un mesetto per poi fermarsi e riprendere in estate facendo tappa nei principali festival e piazze italiane. Tutte le date su www.danielesilvestri.it