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recensioni22/06/2009A cura di: Alessandra Torcasso
Tim Ripper Owens
Play My Games
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Tracklist

  • 1. Starting Over
  • 2. Believe
  • 3. The Cover Up
  • 4. Pick Yourself Up
  • 5. It Is Me
  • 6. No Good Goodbyes
  • 7. The World is blind
  • 8. To Live Again
  • 9. The Light
  • 10. Play My Game
  • 11. Death Race
  • 12. The Shadows Are Alive

Genere

Metal

Etichetta

Steamhammer / Audioglobe

Voto

6 / 10

Che a Tim Owens, o “Ripper”, così poi battezzato, gli andasse un po' stretta l'etichetta di colui che sostituì Rob Halford, era ormai cosa chiara.
Ma che ora si voglia addirittura lavare via il marchio dell'ex cantante dei Judas Priest, mi sembra un po' eccessivo. Che pecchi un po' di egocentrismo?

La copertina, non è delle migliori, ricorda una calcomania di se stesso, tra l'altro non tanto riuscita.

L'album Play My Games accentua ancor di più il suo desiderio di spiccare come solista.
Le dodici tracce, frutto di collaborazioni con grandi artisti è prova ulteriore del fatto che Tim Owens, nonostante voglia far tutto da solo, si appoggia ancora all'aiuto di grandi nomi, sia sul piano della stesura dei testi, sia della registrazione.
L'intero progetto richiama sonorità dell'era Black Sabbath.
Partendo da “It is me”, continuando con “To live Again” e “Death Race” parliamo di sicuramente un buon lavoro, ma niente che rimarrà impresso nella memoria.
La voce di Tim Owens è senza dubbio potente, e la collaborazione di artisti del calibro di Graig Goldy (Dio,Giuffria), Michael Wilton (Queensryche), Bruce Kulick (Kiss), James Lomenzo (Megadeth,White Lion), Simon Wright (Dio,AC/DC), e tanti altri; non fanno altro che dare un notevole sapore in più a questo full-lenght.

Una sufficienza piena a Tim non si può negare, ma ci si aspettava qualcosa in più.