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recensioni18/05/2009A cura di: Alessandra Torcasso
Crehated
Anthems of Hate
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Tracklist

  • 1. You = Zero
  • 2. S.O.V.I.E.T.
  • 3. Tear your down
  • 4. Violent Circus
  • 5. The Fall of Tiamat
  • 6. Howl of the demons
  • 7. Reborn in Chaos
  • 8. The Holy Inquisition
  • 9. God's executioner

Genere

Metal

Etichetta

SG Records

Voto

7 / 10

Arriva dal territorio marchigiano, questo quartetto tutto italiano.
Prendono vita nel 2005, debuttando poi questo autunno con Anthems of Hate.

Esordio non privo di prospettive e idee chiare.

I Crehated, propongono questo album come prima portata: differente, sperimentale e moderno, dove a spiccare è senz'altro la loro personalità.
La copertina anticipa ed esalta il loro umorismo, la loro voglia di prendersi sul serio, ma anche non troppo.
Attraverso un lavoro come Anthems of Hate, partono con l'idea di proporre un buon vecchio thrash anni '80 , come fu per i Darkane a suo tempo, evolvendo poi in un songwrititing più ampio e senza scopiazzamenti di vario genere. Atteggiamento non da poco, e senz'altro da non sottovalutare. Perché si sa, tutto quello che c'era da scrivere è già stato scritto.

L'album apre con “You=zero”, potentissimo, elaborato, veloce; “S.OV.I.E.T.” farcito da stop-and-go rapidi, e doppia cassa come miglior condimento; “Tear your down” nuovo, sinonimo di Crehated; “Violent Circus” un po' meno riuscito, e “The Fall Tiamat” melodico, ma un po' ripetitivo.
Settima traccia è “Reborn in chaos”, risultato di una più che ottima collaborazione con Paolo Ojetti, induscusso leader degli Infernal Poetry. In questa traccia, la voce di Paolo, sembra calzare a pennello, donando il non plus-ultra al pezzo.
Non indifferente è anche la loro preparazione tecnica che non manca in testi come “The holy inquisition”: qui i riff scatenati di Daniele “Alien” Ciabocco, non ci fanno dubitare neanche un secondo delle loro intenzioni.
Ultima, ma non assolutamente da meno, è “God's executioner”, brano che “Skinreaper” Tiberi fa suo, assieme a “Howl of Demons”, colmando tutto con i toni esplosivi della sua batteria.

Tutte queste bastonate thrash, condite con un po' di prog, creano un connubio non poco indifferente.

Questo lavoro è senz'altro un ottimo preludio ad un ottima, carriera, nella scena thrash, dove dal canto mio, spero venga premiata la voglia di non dar sempre in pasto la solita minestra riscaldata.