Sezione recensioni
recensioni10/05/2009A cura di: Lilou
Caminada
Caminada
afoto caminada per sito.jpg

Tracklist

  • 1. 01. Anni ‘
  • 2. 02. L’eterna lotta 03. Mi manchi 04. Gemma 05. Mille coriandoli 06. In America 07. S
  • 3.
  • 4. Mondo Immaginario 09. Milano 10. Dolore Normale 11. Mentre Nevica 12. Vendetta 13. Abitudine

Genere

Rock

Etichetta

Emi

Voto

7,5/10
Per i tre ragazzi milanesi il 2007 è stato un anno fortunato. La Emi li ha scoperti dopo anni passati a suonare cover nei localini e nel giro di pochi mesi sono entrati in studio e hanno pubblicato il loro omonimo disco d’esordio. A ruota, nel gennaio del 2008, hanno aperto un concerto dei Deep Purple, uno dei gruppi del rock che ha ispirato la band. “Caminada” è un album particolare che mi ha colpita subito, sia in positivo che in negativo. I pezzi possono essere suddivisi in due tronconi: il troncone pop-rock e il troncone ironc-rock.

Il troncone che apprezzo di più è il primo che ho citato. “Abitudine” è fra le più piacevoli da sentire, travolgente, dolce e poetica, seguita a pari passo da “Mondo immaginario” che come dice il titolo conduce la nostra immaginazione veramente in un mondo di fantasia in cui tutto è possibile e tutto esiste. Molto gradevoli anche “Mille coriandoli” e “Dolore normale”.

Il secondo troncone è composto da pezzi melodicamente sempre gradevoli, ma è caratterizzato da testi critici e ironici. Molto divertenti “America” e “Milano”, ci si può riconoscere facilmente nel testo di “Anni 80” e lasciarsi trasportare dall’energica “S21”. Risultano invece un po’ naive i pezzi rimasti fuori dal mio elenco che hanno testi poco curati e rime quasi sciocche. Non fosse che si trovino all’interno dello stesso CD li avrei scambiati per canzoncine di una qualsiasi boy band di passaggio. Probabilmente i ragazzi intendevano far leggere anche quest’ultimi pezzi in chiave ironica- critica, ma si vede che, in questo caso, ho la serratura sbagliata.

I Caminada sono un gruppo giovane e fresco che trovo comunque promettente, ma che deve stare attento all’attrattivo effetto “hall-of-fame”. Sono tre ragazzi dall’aspetto quasi troppo carino e pulito che potrebbero rischiare di cadere nel circolo vizioso del per-essere-famoso-sono-disposto-anche-ad-avere-un-pubblico-di-ragazzine.
Da quello che le mie orecchie possono sentire meritano molto di più. La voce di Massimo è affascinante, poderosa e piacevole, i testi sono intelligenti, il suono è pulito. Nei loro pezzi si percepisce la presenza di molta ricerca e l’amore per la buona musica. Si sente tuttavia la mancanza di un “qualcosa”, magari di un po’di carattere, di un “osare di più”.
C’è passione nell’aria, vediamo se saranno in grado di catturarla e farla completamente propria in un prossimo disco.