Sezione recensioni
recensioni18/12/2006A cura di: Lilou
Swelto
"Oltre i miei ricordi"
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Genere

Hip Hop

Etichetta

Self

Sito Ufficiale

http://www.swelto.it

Voto

5
Sinceramente mi è parso davvero difficile recensire questo disco Auto-prodotto, pur avendolo ascoltato più volte e cercato di capire i testi, purtroppo si presenta come un EP in cui si da troppo spazio all’introspettiva; in effetti ha tutte le caratteristiche di una tragedia greca tipica di Euclide. Ciò che si può trovare sono solo i resti di vicende dolorose, conflittuali che portano alla consapevolezza di una esistenza cruda e amara.
Nell’analisi più profonda dei testi si desume una eccessiva attenzione alla lirica e non alla metrica, punti focali che in un testo dovrebbero camminare a piè pari; risulta una ricerca affannosa di rime che purtroppo spesso tendono a rendere il senso di un locuzione molto difficile da comprendere.
Partiamo dalla prima track “La maledizione”, volendo utilizzare una metafora sembra la favola del “Principe ranocchio” che aspetta in vano il bacio della sua principessa, bacio che possa spezzare la maledizione che lo attanaglia da tempo, ma è un’attesa falsa in quanto egli stesso sa che non ci sarà mai più felicità per lui ma solo dolore.
“(…)Proprio non capisco perchè soffro e m'inibisco ancora, se io parlo di rimorsi ed ora, cosa devo fare?Pregare nel tuo Dio? Ma io soffoco ansimo, nell'oblio dove mi rifugio in questo nubifragio cammino solo, come un randagio ho il presagio che nel peggio ci sia il virus che contagia il sorriso della gente sghignazzando mi ha deriso!(…)”.
La seconda track “Il mio veleno feat. Piaga”, già sembrerebbe un po’ più ritmata grazie anche al supporto vocale di Piaga che rende l’elaborato movimentato. Infatti si parla di musica vista come un veleno che quando ti prende non puoi farne più a meno proprio come una droga. “(…) quando ne abusi troppo poi ti cresce il seno rimando mi sveno mi riprendo in pieno con due grammi di veleno e tu affanni perchè rimo come un treno non nuoce alla salute...si, più o meno(…)” . A questo punto mi viene spontaneo rifarmi ad un affermazione del “Profeta matto” quando dice che : “(…)il rap nasce come forma di intrattenimento che poi si evolve con altre sfaccettature.(…)” . Non a caso ho messo in evidenza questo pensiero in quanto il prodotto preso in esame non è assolutamente negativo anzi, penso che il problema di fondo sia il modo in cui vengono affrontate certe tematiche. Occorrerebbe (a mio parere) prendere spunto dagli stessi “Inquilini” che lavorano più o meno allo stesso modo (almeno per quanto riguarda le tematiche) ma riescono a realizzare un vincente connubio tra il serio ed il grottesco, basandosi sull’intrattenimento, caratteristica mancante in questo EP.
Proseguendo nell’analisi vorrei passare subito alla track n. 8, “Ho capito cosa fare” in cui ancora una volta viene messo in evidenza un concetto personale e frustrante della vita, effettivamente quasi tutte le tracce hanno lo stesso stampo. L’immagine che mi sovviene è quella di un grande tavolo da gioco, dove il protagonista si ritrova a giocare con pirati per la propria salvezza, la tensione è a mille ma occorre prudenza prima di fare una mossa.
“Forse sto mischiando le carte in tavola ma i meschini sono chini, raccolgono la sciabola vogliono tagliarmi e ricucirmi gettarmi in una botola se non chiudo bocca o non bevo questa frottola preferisco una pallottola nella schiena che dare le spalle a sto problema la mano trema, la voce sputa fredda e acuta il riflesso di questa violenza nuda e cruda(…)”.
Ed infine la track n. 9 “Nuova era feat. Piaga” molto simpatica e divertente, per il modo in è strutturato. Ci sono riferimenti a modelli televisivi, quali Pluto e la cricca di Dowson (modelli deleteri per la mente), per identificare la nuova era di giovani che si ritrova a seguire personaggi vuoti e spesso stupidi che credono ancora nelle favole, per questo preferiscono illudersi evitando di affrontare una realtà spesso cruda ed infame. Nell’analisi delle basi, risultano ripetitive con soliti beats anni 80’, ma penso che grazie a questa loro pecca la componente vocale non viene messa in secondo piano, ma esaltata.
Per quanto riguarda il contributo vocale, vorrei rifarmi ad una frase presa da una recente intervista fatta da me al “Profeta matto” del gruppo gli “Inquilini”:“(….) penso che spesso nel rap italiano molte voci si confondano perché non c’è un grande lavoro da parte degli artisti dell’impostazione vocale.”
Non a caso è stata voluta tale citazione, in effetti se mi avessero fatto ascoltare questo disco ad occhi bendati, di sicuro avrei detto: “Ma Kaos è uscito con un nuovo prodotto?”
A questo punto non saprei se decantare la bravura di questo ragazzo, che è riuscito ad arrivare ad un tale livello di vocalità già dagli esordi, o criticarlo per averci riproposto un richiamo ad un modo di cantare che è tipico di Kaos (insomma Kaos è Kaos non lo si può clonare!).
Però in tutto franchezza posso solo dire “Bravo!”. Forse è un controsenso, effettivamente Swelto con la sua voce rauca e possente potrebbe perdersi dopo un clamoroso periodo di gloria, perché risulterebbe troppo simile al grande maestro, oppure questo suo modo di cantare potrebbe aiutarlo a migliorarsi ancora di più.
Vorrei permettermi di fare un piccolo appunto e spero che venga preso come “costruttivo” per quanto riguarda la grafica (lo faccio solo perché sono anni che mi occupo di questo settore).
Il font adottato un “Vivaldi”, tipico dei biglietti per le grandi cerimonie di un tempo, non è consigliabile per la copertina di un disco a causa della sua scarsa visibilità infatti le lettere tendono a confondersi; inoltre dal punto di vista grafico è assolutamente errato disporre un testo in senso verticale poiché distoglierebbe l’attenzione dello stesso lettore (anche se sembrerebbe di maggior effetto). Consiglierei un: “ExchequerScript” o un “BlackChancery” (per mantenere il fattore classico) oppure molto semplicemente un “Baskerville Old Face” semplice ma funzionale; comunque esistono molti font utilizzabili occorre solo attenzione ai particolari, perché sono quelli che fanno la differenza, e penso che questo ragazzo di particolare abbia la voce che deve imparare ad usare al meglio perché c’è del potenziale.