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recensioni23/04/2009A cura di: Lilou
Rumorerosa
Piccoli Disturbi Mentali
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Tracklist

  • 1.
  • 2. Non smetto
  • 3. La sola padrona di me
  • 4. L’ultimo umano
  • 5. Chi sei
  • 6. Teledipendente
  • 7. Come se
  • 8. Nancy
  • 9. Il tuo secondo di silenzio
  • 10. 6:
  • 11. (stazione di Padova)
  • 12. Ossessione
  • 13. Il giorno peggiore

Genere

Rock

Etichetta

Best Sound - Milano

Voto

8/10
“Piccoli disturbi mentali” è il titolo del ruspante cd d’esordio dei Rumorerosa, gruppo toscano underground, pubblicato dalla Best Sound di Milano nell’ormai lontano 2005.
Attualmente la band sta per pubblicare il suo secondo disco dopo il tentativo, fortunatamente fallito, di risultare tra le promesse di Sanremo. Dico fortunatamente perché l’esperienza avrebbe solo rovinato la loro immagine riducendoli a diventare, agli occhi dell’ascoltatore comune, uno dei tanti gruppetti rock-commerciali che sfondano il muro del silenzio per poi sparire inesorabilmente nel magma dell’avremmo-potuto-essere-famosi. I Rumorerosa meritano sicuramente molto di più e hanno bisogno di tutto il tempo che si stanno prendendo per crescere e sfondare, senza facili ed illusorie scorciatoie.
“Piccoli disturbi mentali” è un album dal carattere femminista, quasi interamente scritto dalla front-woman dalla possente voce Margot. E’ un concentrato di girl-power che per una volta descrive l’amore non come un’emozione mielosa o depressiva, ma piuttosto come un’emozione che può essere velenosa se assunta in dosi sbagliate.

L’amore dei Rumorerosa è un amore che va affrontato con testa e coraggio e accettato per quello che è realmente. Ribadisce che non è più il tempo dei principi azzurri e delle storielle happy end. L’amore, come la vita, va preso di pugno. Siamo noi a gestirlo e a gestirci.

Nel dettaglio, zampettando qua e là tra le tracce, infonde coraggio e induce al non essere passivi con “Non smetto” e “La sola padrona di me”, parla in modo ironico dei propri errori d’amore-sesso in “Chi sei”, parla della libertà di amare, anche persone del proprio sesso, in “Nancy”, parla della telespazzatura in “Teledipendente”. Da segnalare anche la pseudo-isterica “Ossessione” e la ballata dolce-energica de “Il giorno peggiore”.

Finalmente un gruppo che osa uscire un po’ dagli schemi senza perdersi in inutili tentativi di rock alternativo. Le tracce sono molto melodiche, entrano facilmente in testa, ma non stufano. Gli strumenti di K (chitarra), Pixie (batteria) e Claude (basso) sono ben dosati ed elettrici. La voce di Margot è potente e piacevole.
Un album tutto da ascoltare insomma, di un gruppo giovane che può progredire perché le basi le ha tutte.
Attendo conferma nell’imminente uscita del secondo album.