17/05/2010
Over the edge - Smelly Rag

Vi presento gli Over the edge, band "Oltre il confine" con il loro EP "Smelly rag" (track list:
1. Laps on in the ass
2. Take me
3. Words
4. Loser
5. Heroine
6. Leaps up
7. Smelly rag)

Smelly rag degli Over the edge è un album dai suoni grunge grintosi e graffianti, macchiato da strascichi del vecchio e sano punk. Jen Blossom, la cantante, ha una voce aggressiva, decisa e per niente timida. Già dal primo ascolto mi sono ritrovata a pensare ai primi pezzi dei Nirvana in stile “Scentless apprentice” e alle canzoni più movimentate delle Hole.
Originariamente band tutta al femminile ora il gruppo è composto da Jen voce e chitarra, Pyge al basso, Vix alla chitarra distorta (non ancora presente durante la registrazione di questo EP) e Tory alla batteria. Non è inedito vedere una donna alla batteria, ma, essendo un evento raro, fa sempre il suo effetto.

Mi era venuto un dubbio, sciolto nell’intervista, sulla chitarra suonata nei pezzi registrati in studio: è la famosissima telecaster squire della Fender, la stessa usata per la registrazione di molti album dei Nirvana, motivo in più che me li fa riconoscere come degni eredi di una nu-grunge tutta da esplorare.
Il secondo pezzo dell’album, Take me, è sicuramente il più nirvanizzante fra i sette ed è quello che più resta appiccicato nelle orecchie, uno di quei pezzi che non stufa e non si smetterebbe di ascoltare. Segue a ruota Words con il suo finale alla Yeah yeah yeahs, gruppo richiamato anche dall’uso di chitarra e voce distorta in alcuni pezzi.
In Heroine riconosco di nuovo Kurt e soci nel suo essere allo stesso tempo lenta e vigorosa. Il contrasto tra i pezzi calmi e i pezzi forti non è così marcato come nei maestri (scusate, sono una di quelle noiose nostalgiche che ancora li piangono e li rimpiangono) e forse ogni tanto gli strumenti dovrebbero fare un passetto indietro, essere meno invasivi nella fase tranquilla lasciando più spazio alla voce.

Per una volta mi trovo soddisfatta nella qualità della registrazione, cosa che spesso viene trascurata negli EP dalle band emergenti.
Quindi che dire, un meritato sette e mezzo per sette pezzi tutti da sentire e risentire. Premio il coraggio, l’energia di questa band che ha molto da dare e che sta frugando e analizzando la musica rock per trovare la propria via.


1.Quando nasce la band? Da chi è venuta l’idea e da cosa deriva il nome scelto?

Letteralmente Over the Edge significa “Oltre il confine”,e l'idea che sta alla base del progetto, è appunto quella di andare sempre oltre le cose, superando quella linea sottile che, spesso, ci rinchiude in un recinto astratto nel mondo dell arte.
Gli Over the edge nascono nell'inverno del 2008, quando Jen Blossom, cantante-chitarrista, mette in piedi il progetto con la batterista Tori Liar ed una iniziale bassista che pochi mesi dopo però lascia il posto a Pyge Shassent.
I tre ragazzi, da subito, lavorano energicamente e con una grande sintonia, dando vita ad una serie di inediti nel giro di pochi mesi.
Nell ottobre del 2009 entra Vix barter come chitarrista solista,simpaticamente definito da Jen, chitarrista “rumorista”, che da alla band un'incisiva impronta noise, che finalmente definisce il vero e proprio sound della band.

2. Volete parlarci brevemente della vostra discografia?

“Smelly Rag” è il nostro primo ep, completamente autoprodotto, che da gennaio stiamo cercando di pubblicizzare in tutta Italia, con una serie di date organizzate da noi.
Con questo lavoro speriamo, oltre che di far girare il più possibile la nostra musica, di poter trovare sopratutto qualcuno che si possa interessare seriamente a noi e al nostro progetto, qualcuno con cui, magari, iniziare un cammino che ci porti a girare, forse un giorno,il mondo...

3.Di cosa parlano i testi? E chi li scrive?

Dei testi me ne occupo io che sono la cantante-chitarrista del gruppo.
Quando nasce un pezzo nuovo mi dedico innanzitutto alla creazione della linea vocale, poi le parole pian piano vengono fuori...
Nei testi trasformo semplicemente ciò che provo in parole...
Il mio stile “ermetico” lascia molto spazio alla libera interpretazione, così che tutti possano rivedersi nella mia rabbia, nelle mie gioie, nella mia solitudine, nella mia tristezza,o in tutto ciò che vivo...
Non c'è un fine... o un messaggio diretto alla massa... nulla di tutto questo fa parte della nostra musica...e della nostra idea di musica...
Penso che sia già tremendamente difficile parlare di se stessi...che sarebbe “ipocrita”diventare “portavoci” di altri...

4.Invece, per quanto riguarda le parti musicali, volete descriverci come vengono composte, strutturate e definite?

I nostri pezzi vengono fuori da soli...
Le nostre non sono canzoni che nascono a tavolino...
Non c'è niente di studiato o troppo pensato...
Escono di getto... sono istinto... puro bisogno di esternare ciò che abbiamo dentro in un determinato momento...
E' solo bisogno di urlare quello che pensiamo, che proviamo, che vorremmo...
Quando siamo assieme, tra di noi, c è una tale armonia,che la musica viene composta nel modo più naturale possibile...e, noi, speriamo vivamente che questa “magia” creativa non ci abbandoni mai...

5.Parlateci anche della vostra attività live, come reagisce il pubblico di fronte alle vostre performance? C’è uno dei vostri concerti, in particolare, che vi ha lasciato di più in termini emotivi?

Avendo un vasto e sempre diverso tipo di pubblico, le reazioni non sono mai le stesse...
Le persone però sembrano esser quasi sempre coinvolte dai nostri shows, tanto che spesso davanti a noi si crea un vero e proprio vortice di gente che “poga”!
Questo, in genere per chi suona, è molto gratificante da vedere perchè significa che il tuo pubblico si sta divertondo e che apprezza ciò che ascolta e guarda...
Per noi è come se fosse uno scambio di energia tra le due parti...
Più la folla si dimena, più noi ci carichiamo di adrenalina, finendo col fare le pazzie più assurde sul palco.

6.Progetti per il futuro?

Di sicuro comprare un furgone tutto nostro da usare per le date che facciamo in giro per l’Italia, e registrare il prima possibile un vero e proprio cd....

7. Perché i vostri testi sono in inglese?

L'influenza che hanno avuto sin da quando ero piccola, gli artisti stranieri, su di me, è stata da sempre enorme.
Meno e poco frequente invece è stat quella Italiana, purtroppo, ovviamente ad eccezione di alcuni grandi cantautori del secolo scorso...
A parte questo però è indiscutibile, per quanto mi riguarda, la musicalità della lingua inglese,e l'impatto comuqnue universale che essa può avere rispetto alla nostra lingua madre...
Scrivere e cantare in Italiano è davvero un compito per pochi, perchè è una lingua difficile,quanto bella, ed io, ammiro sinceramente chi ci riesce...

8. La copertina del vostro cd si rifà a Duchamp? Se si, perché?

La personalità di Duchamp è assolutamente impossibile da inquadrare in uno schema, infatti egli è stato uno dei più grandi artisti del Novecento proprio per il suo modo di essere.
Ha costruito un nuovo prototipo di artista sempre pronto a proporsi in maniera inaspettata, anche solo per il piacere di essere diverso dal normale,ed ha elevato l'anormalità, intesa come rifiuto di qualsiasi norma...
La sua figura rispecchia a pieno ciò che per noi è la musica,e l'arte in genereale,e cioè un qualcosa fuori dagli schemi, "oltre ogni confine"...
La nostra copertina è quindi, si, un omaggio a questo grande artista...

9. Che chitarra utilizzate?

La chitarra che ho usato nelle registrazioni è una telecaster squire,ma un modello vintage della fender, che presenta alcune modifiche rispetto ad una comune telecaster, come ad esempio l' humbucker al posto del solito pickup, che rende molto più caldo e potente il suono.
Come distorsore ho usato un ds-2 della boss, mentre, ad esempio in "Words" o nel bridge di "Loser", come unico effetto, ho usato un flanger bf-2, sempre della boss.

10. Lanciate pure un vostro messaggio…

“We love to pretend to hate you all”
(Amiamo giocare ad odiare tutti voi)