Sezione Live Reports
Paolo Fresu Devil Quartet@Teatro Romano
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Un viaggio musicale, tra l’Africa e il mondo occidentale attraverso il jazz, il rock e il meticcio è quello a cui ha partecipato ieri sera il pubblico del Teatro Romano.Guida uno dei più colti e raffinati trombettisti e filicornisti italiani Paolo Fresu accompagnato da tre dei più apprezzati interpreti musicali alla chitarra, al contrabbasso e alla batteria.Quasi due ore di musica dove "il quartetto del Diavolo", questo il nome della formazione, ha mescolato jazz, rock e crossover, presetando brani del proprio repertorio e strizzando l'occhio a brani di grandi interpreti come Chet Baker.L’avvio, con Ambre – pezzo tratto da Desertico – è soft, ma il finale del brano, in cui il trombettista sardo si inserisce con un assolo lunghissimo tenendo solo una nota, lascia subito capire agli spettatori a cosa stanno per assistere. Si prosegue, poi, con Moto Perpetuo, brano di Stanley Music!(album del 2007) scritto per la colonna sonora di un film in cui si parla di pace: il ritmo è più energico ed è la chitarra a farla da padrona, in duetto con Fresu che qui passa al flicorno. La chiusura, invece, è affidata al batterista… schioccando le dita.Nonostante la poetica del trombettista sardo sia sempre in evidenza è l’energia ritmica e la coesione tra i componenti del gruppo la caratterista fondamentale di questa ormai storica formazione italiana. Nei  brani eseguiti , scritti per la maggior parte dai membri del gruppo, traspare un amore per il canto delle ballate e una dedica al rock degli Stones. Il pubblico ha potuto assaporare anche una gustosa anteprima del prossimo album in uscita a febbraio 2018, il brano eseguito è una dedica di Bagnoli al tormbettista Giulio Libano, recentemente scomparso.  Tra applausi scroscianti l’ultimo inchino della band, che saluta il pubblico al termine dell’affascinante viaggio musicale tra rock e jazz, condotto nella maniera unica di Paolo Fresu e del suo Devi Quartet.