Sezione Live Reports
Daniele Silvestri @ piazza della Loggia
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Partiamo dalla fine: 23.48 di Sabato 23 Luglio, Piazza della Loggia, Brescia quando, dopo due ore abbonanti di concerto sento uscire dalla bocca di una ragazza “Ma che meraviglia!”; l’articolo si potrebbe concludere qui, perché in queste tre parole è riassunto perfettamente il concerto di Daniele Silvestri,  ma ve lo voglio raccontare, vi voglio parlare della meraviglia, voglio farvi venir voglia, nel caso non l’aveste già, di cercare la data più vicina  e di correre a comprare i biglietti.
21.38 Daniele Silvestri sale sul palco e regala subito la prima sorpresa : la purtroppo attualissima Marzo 3039, una canzone del 1995 ma che sembra essere stata scritta pochi giorni fa , sembra parlare di oggi, il pubblico lo ascolta attendo e partecipe, e già qui inizia la meraviglia, Silvestri ha la capacità di parlare di argomenti seri con leggiadria, riesce a coinvolgere il pubblico senza diventare pesante, senza aver la presunzione di insegnare qualcosa ma stimolando la riflessione, non importa se poi non si giungerà alla sua stessa conclusione l’importante è non restare indifferenti non farsi abbindolare da quello che ci si vuol far credere.
Seguono a ruota alcuni  pezzi dell’ultimo lavoro del cantautore romano La mia casa, Quali alibi, tormentone di parecchi mesi per la sottoscritta e l’ammiccante La mia routine.
Arriva la seconda sorpresa della serata sul palco sale Antonio Diodato che ha duettato con Silvestri per il brano Pochi giorni, Daniele tra una canzone e l’altra scherza con il pubblico, parla e commenta  con la tipica simpatia dei romani.
E’ la volta poi di pezzi un po’ più datati come Me fece mele a chepe, scritta in furgone di ritorno da  alcuni concerti in puglia con un Silvestri che gioca ad imitare la cadenza barese, seguono la velocissima Amore mio, e la romantica Strade di Francia.
Per le cose che abbiamo in comune Silvestri inscena un piccolo gioco cambiando le parole del ritornello e inventandone altre senza senso che fa ripetere al pubblico tra le risate generali.
All’inizio del concerto Daniele aveva annunciato che quella sarebbe stata una serata diversa dalle altre, da un lato perché coincideva con il compleanno di due dei suoi musicisti, dall’altro perchè la scaletta originaria sarebbe stata completamente stravolta, “ ora visto che tanto ormai la scaletta è saltata, avrei voglia di suonare un pezzo non previsto, ma non mi ricordo più cosa devo schiacciare”inizia così Voglia di gridare, sulla scia “dell’impegno civile” seguono a ruota, Precario il mondo, L’appello dedicata a Paolo Borsellino e Questo Paese.
La bellezza che Silvestri sa creare attorno a sé non è descrivibile; con Acrobati la magia si amplifica, le luci si abbassano e “ disubbidire alla gravità “ non è più così grave, siamo tutti trasportati per pochi minuti in alto, lontano da tutto, sognanti.
Riprendono i toni forti con “ Il mio nemico” e La guerra del sale  con la spassosissima collaborazione virtuale di Caparezza.
Daniele decide poi di regalare parte del suo concerto all’amico Diodato cantando e suonando con lui Babilonia e un’anticipazione del nuovo disco del cantautore Paralisi.
Le danzerecce e scanzonate Gino e l’alfetta e Salirò chiudono parzialmente il concerto, ma il pubblico non è ancora stanco , non è ancora sazio delle emozioni che Silvestri ha regalato stasera; tra applausi e grida il palco si popola di nuovo per gli ultimi due pezzi la caciarona Testardo e Cohiba, la gente si scatena, balla, salta, canta, urla.
Dopo una serata bellissima la ciliegina sulla torta, Silvestri come succedeva nei tour precedenti abbandona il microfono e a raggiunge gli altri musicisti  dietro un tamburo e per una jam session non prima però di aver ringraziato il pubblico “ per averci prestato un pezzettino della vostra vita”.
Gli sguardi raggianti  e i sorrisi sinceri sopra e sotto il palco sono la degna conclusione di una serata magica, andate a vedere Silvestri e il suo gruppo di acrobati, non ne rimarrete delusi e uscirete da un suo concerto con il cuore strabordante di belle sensazioni e la testa piena di spunti di riflessione.