Sezione Live Reports
Wacken 2016 (ABC del festival)
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Nel lontano 2004 venni a conoscenza che la mia band preferita d’allora avrebbe suonato in un importante festival tedesco chiamato Wacken. Ai tempi ero una neofita (e indossavo ancora le borchie) così, armata del mio amato ed assemblato computer fisso mi misi a navigare in Internet. Credo ci fosse ancora il 56kbit a lavorare per me. Trovai un articolo scritto da una ragazza che raccontava in maniera piuttosto interessante e colorita le sue vicissitudini in questa cittadina di 3000 abitanti che, per solo una settimana all’anno, arrivava a scoppiare di metalheads da tutto il mondo.

 

Impossibile! Un festival più grande del Gods of Metal! Scorsi il running order: quasi tutti i gruppi in lista erano i miei preferiti. Decisi così che il W:O:A era il posto giusto per me e che dovevo assolutamente andarci.

 

Ai tempi ero minorenne, così dovetti aspettare l’edizione del 2008, e una buona dose di discussione con i miei, per andarci. Alla fine fu l’esperienza più distruttiva ed entusiasmante della mia vita. Fu anche la prima volta che viaggiai da sola, e devo dire che, ripensandoci ora, grazie a quel viaggio detti una svolta alla mia vita.

 

Ci tornai ancora nel 2011 e, sebbene non ci fosse stata la stessa magia del primo anno, fu comunque una bella avventura. Poi, vuoi l’università, vuoi altri casini, insomma, abbandonai l’idea di una terza edizione. Non ne sentivo il bisogno: scoprii una miriade di festival di tutti i generi e di tutte le nazionalità, e cominciai a poco a poco a visitare quelli che mi piacevano di più. E poi per Wacken c’era sempre quel piccolo problema: il biglietto aveva un costo esorbitante che, unito al viaggio, rendeva il tutto molto difficile da concretizzare.

 

Dopo 5 anni, però, anche il metalhead più prodigo deve tornare a casa. Sente, come dire, un richiamo, che lo spinge a dirigersi verso i mitici lidi per riassaporare la magia. Quindi, biglietto alla mano, zaino in spalla, stivali ai piedi, ecco che mi dirigo di nuovo a Wacken.

 

Questo è il resoconto di 4 giorni di festival (sì, sono arrivata prima. Volevo evitare di camminare km prima di arrivare all'area festival, VA BENE?). Siccome sono stanca, ho un piede pieno di vesciche, la schiena che fa male ma soprattutto mi sento molto artistica, ho deciso di proporvi il mio personale ABC del festival e non la solita telecronaca che faccio ogni volta. Cominciamo con il pezzo forte di questo festival: la A.

 

 

Annunci. Lancio subito la bomba: i Twisted Sisters si ritirano dalle scene e si esibiscono per l’ultima volta in Germania e a Wacken. La notizia è triste e non fa altro che far pensare: le grandi star del passato stanno diventando vecchie. Lemmy, Dio e grandi altri ormai non ci sono più, e gli ultimi stanno lasciando la presa. Insomma, un brutto periodo. A parte questo, i nostri si esibiscono in due ore di concerto, diretti dal carismatico Dee Snider, che fa un po’ il serio (salutando e rendendo omaggio al batterista AJ Pero, deceduto l’anno scorso), un po’ scherza e tanto incanta e rende il concerto magico. Sono orgogliosa di essere riuscita a vedere una band del genere, e ascoltare questi grandi mostri del rock, prima di perderli definitivamente.

 

Tra le migliori frasi di Dee Snider, parafrasate:

(interrompendosi durante un discorso e indicando l’edificio a forma di renna posto a lato dei palchi principali) “Quella è una renna? Cosa ci fa una renna qui? Beh, se è una renna metal allora va bene! Se era una renna normale no, ma ehi, è una renna metal, quindi va bene. Ma seriamente, cosa ci fa una renna qui?”

 

"Purtroppo devo annunciare che i Twisted Sisters si ritirano dalle scene. Non ci ritiriamo come gli Scorpions, guardate bene: non è che adesso facciamo un tour mondiale e vendiamo le t-Shirt con scritto ultimo tour mondiale e poi dopo qualche anno torniamo sulle scene! Io l’ho comprata la t-shirt dell’ultimo tour mondiale degli Scorpions!


(dopo aver suonato I Wanna Rock) "Noi dei Twisted Sisters ci siamo sempre chiesti cosa effettivamente cantano i fan durante la canzone: I Wanna Rock o I Wanna Fuck? Ok facciamo un sondaggio, cantate una e l’altra [...] è appurato: tutti i fan in ogni parte del pianeta preferiscono scopare invece che fare rock! Ma anche noi, non pensate….che poi è sempre così, c’è qualche collega, qualche band che ci chiede ‘vi va di fare rock?’ noi capiamo ‘vi va di scopare?’ e diciamo ‘CERTO!’ e improvvisamente ci troviamo incastrati in qualche tour…."

 

 

Bury Tomorrow. Ho trovato una band che odio. E non perché sono britannici. Non perché fanno metalcore (cheppoi io non è che abbia questo grande problema col metalcore, mi piace il crub style, è simpatico). Li odio principalmente per un motivo: Daniel Winter-Bates. Questo carismatico leader che è anche modello amatoriale (cioè no dai) si è messo a fare una manfrina sul music business perché insomma loro i pacchetti VIP non li fanno (però i vinili sì perché sono da collezionisti) perchè i fan sono tutti uguali. Loro odiano il music business, questa industria musicale che distrugge animi nobili come i loro che lottano contro il male sfornando il genere più copiato e stracopiato al momento perché di moda, vestiti e tatuati come va di moda, sparando cazzate alle adolescenti arrapate come va di moda. Vabbè e poi basta, sono nella media.

 

Casino. Situazione tenda quest’anno: nessuno mi è caduto addosso mentre dormivo, o ha cercato di tirarmi un calcio in testa. Devo dire tutto sommato sono stata fortunata. Ciò nonostante, io da brava genia mi sono messa vicino all’entrata del campsite, col tipo che domenica mattina ha iniziato - boh alle 5? -  ad annunciare questi c**** di bus che partivano per ogni parte del mondo per fare tornare i metalheads a casa. Tra l’altro ho fatto 5 notti ad andare a letto alle 3 - 4 del mattino, svenire appena tolti gli stivali, mentre tutto intorno a me la gente urlava/vomitava/chiaccherava, svegliarmi intorno alle 7 col silenzio assoluto, riaddormentarmi, risvegliarmi in coma alle 9 con gente che urlava/vomitava/chiaccherava. Mi sono chiesta: ma questi dormono due ore a notte? E poi, la domanda che mi affligge ogni anno ad ogni festival: perchè mai ho sempre dei vicini di tenda che passano l’80% del festival nel loro gazebo privato?

 

Divi. Ormai chiunque se la tira. E non sto parlando dei musicisti, che a torto o a ragione sono pagati per stare su un palco. No, io parlo della security (seriamente, alcuni di loro la VOGLIA di lavorare non pervenuta) dei tipi alle bancarelle (a parte quelli della birra, quelli si che erano veloci...rispetto) e la gente in generale. Non basta che vestiate una maglietta nera e portiate le New Rock per essere fighi, specialmente se avete i capelli lunghi e la crapa pelata in mezzo. Tra l’altro un’altra cosa che ho notato: se la tirano più i ragazzi che le ragazze.

 

Extreme. Dopo anni di assenza dal festival mi sono resa conto di una cosa: i miei gusti musicali sono cambiati. Ed è facile rendersene conto al W:O:A, perché vige la regola che se non sei appena appena mainstream allora non pensarci nemmeno a entrare (fa eccezione qualche perla del Bullhead Circus, sepolta dalla moltitudine di metalcore e hard rock, messi a tutte le ore). Quindi, a parte quei due gruppi giusto giusto messi li per creare una parvenza di varietà (parlo di 1349 e Ihsahn, che nel loro piccolo sono un pochino mainstream dai) di estremo ci sono state solo le condizioni atmosferiche.

 

Fango. Che anno. Con piogge a spruzzi che, da sole, neanche davano molto fastidio. Poi però devi vedertela con quintali e quintali di fango ovunque, che cerca di risucchiarti in voragini oscure e senza fine, che ti si insinua nei vestiti e rende ogni tuo movimento un’impresa. Nota positiva: il fisico è più tonico di quando sono partita.

 

Gruppi (tedeschi). Un sacco. Giustamente. Alcuni piaciuti, altri meno. Quest’anno ho saltato i Blind Guardian (per me una volta basta e avanza) concentrandomi di più su nomi di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto dal vivo. La cosa che mi ha stupito è che, a parità di genere i gruppi nazionali ricevevano una risposta molto maggiore rispetto a gruppi molto più conosciuti. Non mi pare che in Italia sia così.

 

Highlander. Questa la voglio raccontare. Mi sveglio alle 10 di mattina, nella mia cara cara tendina che mi ha seguito in mezza Europa, con la pioggia che picchietta dolcemente. Sto per richiudere gli occhi quando improvvisamente la pioggia diventa un uragano. Comincio a cagarmi sotto e prego di rimanere viva, quando a un certo punto sento l’urlo di un tizio fuori che sembra stia per partire alla carica contro il temporale. Sapete, quando in un film c’è l'attacco di due eserciti durante una battaglia e questi urlano e si scagliano addosso. A un certo punto, questo tizio urla esattamente come nei film e arriva un tuono ALLUCINANTE. Seriously, volevo mettere la testa fuori ma poi ho optato per farmi i fatti miei e non bagnarmi i capelli. Mi ha ricordato l’immagine della serie tv di Highlander, dove arriva il lampo dal cielo che si abbatte contro il protagonista. Del tipo non ho più saputo niente, alla fine. Chissà se è sopravvissuto.

 

Igiene. Non pervenuta. No dai, sono riuscita a fare due docce. La prima durante un raro momento di sole splendente, la seconda durante un acquazzone di mezz’ora che ha spazzato via ogni briciolo di voglia di fare festa nei animi dei più scatenati ubriachi. Poi vabbè,fango ovunque, odori molesti everywhere, gente che ti parla e puzza talmente tanto di birra stantìa che vorresti morire, insomma la norma.

 

Jesus Chrüsler Supercar e altri gruppi ignoti. Il Bullhead Circus è stato a mio avviso il miglior palco del festival, fondamentalmente per la varietà di proposta. Inoltre, da qualche anno a questa parte mi piace molto evitare i grandi stage e concentrarmi su nuovi progetti che, di tanto in tanto, spuntano dal nulla e propongono qualcosa di diverso. A Wacken questa ventata progressista non è poi così marcata, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da un paio di nomi, come questi sopra. Vi consiglio di dare un’occhiata su Youtube.

 

Kurt (Mambo). Io amo quest’uomo. Tra l’altro ho scoperto che è presenza fissa al W:O:A. Per chi non lo sapesse, questo artista tedesco è famoso per suonare cover di pezzi rock, metal e non con un….organetto. Anche qui, vi consiglio vivamente di guardarvi qualche video, tra cui il wall of death tenutosi durante la canzone del nintendo (lo potete trovare qui).

 

Lemmy. Ovviamente, dopo la sua dipartita, i tributi non sono mancati. A parte il leit motiv ricorrente di Ace of Spades suonata in tutti i modi (dalle cornamuse allo stile banda di paese), Wacken ha creato due statue del cantante, costruite in metallo.

 

Ministry. Nonostante siano un gruppo ormai decennale nella scena, non avevo mai sentito un loro pezzo nè li avevo mai visti live. La loro fama li aveva preceduti ma ero veramente curiosa di farmi un’opinione precisa. Che show, ragazzi, che show: si vede perchè sono i leader indiscussi del genere. Spettacolo.

 

Noia. Musicalmente parlando, mi sono annoiata. Certo, oggettivamente le performance sono state accattivanti, curate nei palchi, scenografie spaziali, gruppi bravissimi...però io mi sono annoiata. Vedi anche la voce Extreme.

 

Ostacoli. Dunque, in ordine 1) Fango 2) Pioggia 3) Vento 4) Umidità in tenda 5) Vesciche 6) Uomini malefici e fastidiosi 6) Toitoi. Un festival non è mai semplice, ma come si dice in inglese, no pain no gain, insomma un po’ bisogna soffrire.

 

Persone (ma anche Pazzia). Allora, i casi sono due: o sono diventata bellissima e non me ne sono accorta, oppure i metallari al W:O:A sono diventati veramente veramente fastidiosi. Gente che ci prova c’è sempre, per carità, ma che sfrontatamente cerca di abbracciarti o addirittura di baciarti, che ti da’ pacche sul sedere o che ti ordina di bere qualcosa con te....io veramente non ho parole.

 

Qualità. Non c’è niente da dire, Wacken è il festival meglio gestito a cui sono mai stata. Ogni singolo dettaglio è curato alla preciso e si può vedere in ogni momento quante persone lavorano in questa organizzazione. Non mi stupisco che continui ad espandersi e fornire nuovi servizi ogni anno. Parlando di novità, ho scoperto che ora organizza anche le settimane bianche in inverno! Con 600 euro ti becchi lo skypass, il pernottamento e una serie di nomi interessanti che ti intratterranno durante le serate...se vi piace la montagna...

 

Revival. Il festival delle cariatidi. Seriously, va bene i Twisted, gli Iron Maiden, i White Snake, Axel Rudi Pell...no, non va bene. Dovrebbe esserci molta più musica NUOVA, e invece siamo sempre lì, sempre con le stesse canzoni e le stesse facce. Tra parentesi, ho visto Bruce Dickison abbastanza provato e molto magro.

 

Sollevamento pesi. Altra cotta del W:O:A 2016: Trevor Strnad dei The Black Dahlia Murder. "Are you ready to show your muscles?" All’inizio non capivo, poi ho notato: questo uomo fa dei movimenti strani con le braccia. Come se appunto dovesse alzare dei pesi sopra la sua testa. E li fa in continuazione! Senza contare i cuori con le mani e la direzione del pubblico in headbanging durante le parti strumentali, come se fosse un direttore d'orchestra. E’ simpatico e non si prende troppo sul serio, senza contare che ha una notevole canna (e sto parlando della voce). Odio il tatuaggio che ha sulla pancia, ma d’altronde nessuno è perfetto.

 

Terreno. Una delle cose che mi è sempre piaciuto del Wacken è che si impegna a rispettare la zona del festival (cittadina/e comprese). Sono ormai famosi i sacchetti di plastica distribuiti insieme alla metal bag, ma vorrei accennarvi dei messaggi scritti sui cestini della spazzatura, disseminati in giro per il campo del festival (usami! mi dissero), senza contare le varie attività della Wacken Nature Foundation per preservare il territorio. Ah, e i bicchieri di plastica del festival...beh, se quando finisci di bere lo butti via perdi un euro di caparra. Ma questo non è Wacken, questa è la Germania. La teoria del Pfand è cosa ben nota.

 

Umsteigen! Ovvero parliamo di trasporti. Niente male, nonostante la mole di gente che il Wacken attira ogni anno, devo dire che non ho avuto un problema a muovermi dalla mia ridente casetta in the middle of nowhere in Deutschland, fino al sito del festival. Vedi anche la voce Qualità.

 

Villaggio vichingo. Il Wackinger mi è nuovo. Organizzato come una specie di villaggio medievale, l’area del Wackinger ospita un palco dove si esibiscono band folkloristiche, una serie di stand per mangiare e bere (con anche qualche cibaria un po’ diversa rispetto le altre aree), un'arena dove omini in costume recitano e combattono, e la zona degli artigiani, in cui si può ammirare la maestria della manualità degli antichi mestieri.

Yeah (Fuck). Hashtag lanciato da Dee Snider. Sapevatelo.

 

Wastenland. In una piccola parte del Wackinger sorge la zona del Wastenland, costruita con residui di rifiuti (appunto) in maniera post-apocalittica. Bella idea, con i guerrieri della monnezza (conciati tra lo steam punk style e gli attori di Blade Runner) che si fanno fotografare mezzi ignudi, le industrial cubiste grasse, gli artisti del legno e la lotta nella gabbia.

 

Xenofobia. Come disse Kobi Farhi durante il concerto degli Orphaned Land: “non importa da dove veniamo, siamo una grande famiglia metal”. Non è la prima volta che lo sento fare annunci di questo tipo, e mi fa piacere constatare che il pubblico è sempre ben propenso a rispondere con un applauso. Problemi di razzismo non ne ho visti, sebbene il 90% del festival è composto da uomini e donne bianchi. In realtà è una cosa che, nell’ambito della scena, non ho mai sentito essere un punto dolente, ma un po' di sensibilizzazione non guasta mai, specialmente di questi tempi.

 

Zen. Il mio mood da festival. A essere sincera, sono stupita di me stessa. Nonostante le lavate di capo alla Wastenland (mi hanno spruzzato con un'idrante e ancora mi sto chiedendo perchè), le pacche sul sedere, i malanni, aver perso parte di tenda, speso 11 euro per 20% di ricarica del cellulare, essere stata offesa più e più volte in tedesco...non me ne è fregato nulla. Non so, sto sviluppando un callo da festival, forse, o magari sto diventando una persona saggia.

 

 

Nonostante sia stata piuttosto negativa in questo articolo, vi consiglio di vivere la Wacken experience almeno una volta nella vita. Quando partii la prima volta per il festival, un ragazzo mi disse "Se non sei stato a Wacken almeno una volta nella vita, allora non sei un vero metallaro". Devo dire che mi trovo ad essere d'accordo con lui.

 

A breve appiccico le foto.