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AC/DC - L‘Inferno Non è Così Male

Voto

8 su 10
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Mick Wall, ancora una volta, conferma il proprio “titolo” di biografo ufficioso delle più grandi rock e metal band della storia firmando l’ennesimo successo col libro “L’Inferno Non È Così Male”, ovvero la storia di quella leggenda australiana che risponde al nome di AC/DC. Dopo dunque “Enter Night – La Storia dei Metallica” e “Iron Maiden – Le Origini del Mito”, Wall ribadisce la sua fama di decano del giornalismo musicale internazionale (ha firmato il suo primo pezzo per la rivista Sounds nel 1977) e di cronista spesso direttamente coinvolto nelle vite delle band di cui narra, forte di un punto di vista su fatti ed avvenimenti assolutamente privilegiato.
Questa volta ad essere descritta è l’epopea di una famiglia scozzese immigrata agli antipodi del mondo alla ricerca di un’opportunità; gli Young non avevano nulla, se non la bellezza di sette figli, i più piccoli dei quali si chiamavano Malcolm e Angus, allora ancora bambini. Partendo da qui Wall svela un ritratto quasi inedito degli AC/DC, mettendone in evidenza gli incredibili pregi come band (mai davvero riconosciuti dalla stampa e dai media dell’epoca) ma anche i numerosi cambi di formazione iniziali dovuti al carattere quasi da despota di Malcolm, da sempre il leader maximo, nonché padre e padrone n. 1 delle sorti del gruppo. Era lui a decidere dell’immagine e dello stile dei Nostri, dell’approccio live, di cosa andava bene e cosa invece no, di quali erano i ruoli di ognuno, e se non si seguivano gli ordini del maggiore dei due fratelli la conseguenza era una sola: si era fuori.
Viene poi fatto notare come, almeno inizialmente, un altro ruolo chiave era giocato da George Young e Harry Vanda, ovvero gli ex Easybeats, una versione australiana dei Beatles che conobbe una grande popolarità mondiale attorno alla metà degli anni ’60 per poi scomparire un po’ per volta. George (fratello maggiore di Angus e Malcolm) e Harry, reinventatisi produttori e talentscout, costituirono una guida fondamentale per la nascita e lo sviluppo della band nei primi anni, quantomeno in Australia.
Degli AC/DC Wall dà una descrizione piuttosto “scomoda”, li rappresenta come un “clan” con cui è molto difficile relazionarsi se si è esterni, peggio ancora nel caso di veri e propri estranei. A tirar le fila di tutto sono, come da copione, i Fratelli, seguiti a ruota da Bon, ma se non facevi parte della loro ristretta cerchia di conoscenze semplicemente, oggi come allora, «non ti calcolavano nemmeno».
Un altro personaggio chiave dell’intera vicenda è senza dubbio Bon Scott, di cui Wall (attraverso una lunghissima serie di testimonianze) dà una visione positiva e negativa nel contempo. C’era il Bon simpatico, il compagnone, l’amico di tutti, quello divertente e con la battuta sempre pronta, il grande frontman, dotato di un carisma quasi unico, capace di scrivere testi scabrosi ma contraddistinti da un acume evidente. Poi però, d’altro canto, c’era il Bon alcolizzato, quello iracondo e irascibile, quello che scompariva per giorni senza lasciar traccia di sé, il tossico arrivato ad abusare di ogni tipo di droga (eroina inclusa), quello morto giovane (troppo giovane) nel febbraio del 1980 lasciando un vuoto quasi incolmabile all’interno della storia del rock. Alla “Bon Era” l’autore dedica, a ragione, i 3/4 delle 430 pagine complessive del libro! Il resto è storia sin troppo nota.
In definitiva, “L’Inferno Non È Così Male” è un libro con le palle, che ci racconta in maniera ricca, non banale e assolutamente non referenziale la storia (anche da un punto di vista socio-culturale e, per così dire, socio-musicale) di un gruppo leggendario che ha vissuto, tra alti e bassi, ben quattro decadi e che ancora oggi infiamma i cuori di milioni di fans!Inserisci articolo
Un’unica frase, rilasciata da Bon Scott nel 1978 ai media, riassume (oggi come allora) chi erano (e sono) gli AC/DC: “Vogliamo semplicemente far crollare i muri, far cadere il soffitto... la musica è fatta per essere suonata al volume più alto possibile, cruda e d'impatto, e se a qualcuno non piace come piace a me sono pronto a prenderlo a pugni”.

Che dire... lunga vita agli AC/DC!!!
 

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