Sezione Live Reports
Fabi Silvestri Gazzè - 22/05/15 - Arena di Verona
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Esistono serate perfette, di quelle che si stampano indelebilmente negli occhi e nel cuore.
Il concerto di Fabi Silvestri e Gazzè del 22 Maggio all’Arena di Verona è stato una di quelle serate. L’ Arena era sold out, più di 10.000 persone da tutta Italia accorse per assistere a quello che doveva essere l’ultimo concerto di un tour già riuscitissimo, una marea di ombrelli e mantelline colorate che viste dall’alto assomigliavano ad un quadro impressionista.


Alle 21.20 salgono sul palco i tre cantautori romani accompagnati da amici musicisti che li accompagnano nelle singole carriere da anni. La canzone che da inizio al concerto è Alzo le mani tratta dal disco il Padrone della Festa, alla fine del brano un altro colpo d’occhio pazzesco: tutta l’Arena di Verona con le braccia al cielo. Per le due ore e mezza seguenti si alternano grandi successi dei repertori singoli e canzoni dell’ultimo album. Il pubblico viene trasportato in un viaggio che lo porta a percorrere Le strade di Francia, a lasciarsi trasportare da un Vento d’estate, a farsi cullare dalla romantica Mentre dormi  in un susseguirsi continuo di brani che a giudicare dalle reazioni del pubblico fanno parte delle playlist personali di ognuno. L’atmosfera è rilassata, i tre scherzano tra loro, giocano con il pubblico e i loro compagni di palco, si nota l’affetto e la stima reciproca che li lega. Un siparietto comico è quello che nasce per l’esecuzione di L’avversario: Fabi e Gazzè con mantelline da pugili si sfidano a colpi di grandi successi arbitrati da un Silvestri in giacca luccicante come i presentatori di prima serata d’altri tempi. Ogni canzone è seguita da uno scrosciare di applausi, la gente è divertita e commossa allo stesso tempo, vedo scendere delle lacrime, vedo sorrisi, sento risate e mi accorgo che gli occhi brillano. Sorpresa della serata la presenza degli GnuQuartet, quartetto musicale composto da viola, flauto, violino e violoncello che hanno impreziosito brani già perfetti dei tre cantautori. 

 

Nell’ultima parte del concerto i tre ricreano l’atmosfera del “Locale” da cui sono partiti con meno strumenti sul palco e lasciando spazio all’improvvisazione con Testardo si arriva al culmine della goliardia con il pubblico che esplode in un “a li mortacci tua!” davanti all’espressione divertita del terzetto.
Non una goccia, nonostante le previsioni sfavorevoli scende a bagnare il pubblico, un regalo, dicono, de “Il Padrone della Festa” Dostoevskij diceva che la bellezza avrebbe salvato il mondo questi tre musicisti stanno contribuendo a farlo