Sezione Live Reports
Giovanni Lindo Ferretti - 08/05/2015 - A cuor contento - BO
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Bologna, Auditorium Teatro Manzoni, arrivata con l’affanno, perduta, dapprima tra le vie amiche della Metropoli, subito dopo seduta in Platea, ad attendere quello che per me è sempre stato un punto fermo della musica punk anarchica italiana: Giovanni Lindo Ferretti (CCCP, CSI, PGR). Con il suo ennesimo appuntamento “A cuor contento

Da dove iniziare a raccontare un uomo di cosi spesse vedute, un uomo che ha fatto della sua vita un capolavoro, un reduce?

Il concerto inizia poco più tardi delle 21.30. Ad accompagnare Ezio Bonicelli (chitarra elettrica, violino) e Luca A. Rossi (basso, chitarra elettrica, batteria elettronica). Un trittico fenomenale: un medicinale ad azione tranquillizzante, ansiolitica e antidepressiva e allo stesso tempo un opera teatrale divisa in tre parti, ma unite come fossero cerniere.

Passa il tempo, come acqua sotto il ponte, un'alluvione di tanto in tanto un'alluvione di tanto in tanto, ma il ponte è stabile, io tremolante” Lui stabile, io invece tremolante al suo ingresso con la dolce Pons Tremolans. Un boato di benvenuto e poi il silenzio, inebriati fin da subito alle sue parole

Segue subito Amandoti, che morbida ci porta in un vortice romantico, spezzato subito da  Tu menti, versione CSI. Il viaggio empireo è solo alla biglietteria e Lindo pare riuscire a dirigere questa armonia alla perfezione.

Grande paroliere, provocatore dei tempi di Tomorrow; Mi Ami?; Oh Battagliero e Radio Kabul”, recitate con ordine, ci ricorda che – “Polvere siamo e polvere ritorneremo” – con la durezza di Polvere. .."Che per quanto ci sia da dire, ci polverizza ancora. Per ultimo non ultima li polverizzerà ” . Poco o tanto famosa traccia di Co-Dex, capolavoro a mio parere mai capito fino in fondo.

Occidente, Cupa Vampe e, Annarella. L’amore, la ricerca della verità per questo amore. L'amore per la Benemerita Soubrette dei CCCP ricrea ancora attimi di confusione, percepibile anche attraverso il pubblico,  visibilmente agitato ed esagitato.

E' stato un tempo il mondo giovane e forte, odorante di sangue fertile... .. Il nostro mondo è adesso debole e vecchio, puzza il sangue versato è infetto... ci ricorda Lindo, in questa versione magnificamente rivisitata di “Del Mondo”.

Ed è tra un sorso di buon vino e l’altro che Giovanni, nonostante i tanti che non l’hanno capito, non l’hanno “perdonato” per la sua conversione, ci regala uno spettacolo con i cosiddetti. Dopo tanti anni, tanta coerenza, tanta sofferenza ancora ha qualcosa da dire, anzi da dare.

Il tutto prosegue con una scaletta scelta di tutto punto, con pezzi che vanno dai CCCP, CSI, fino ad estratti del progetto solista de “Saga. Il Canto dei Canti”.  E Canto Eroico; Morire, Barbaro, la meravigliosa, nonché personale colonna sonora Per me lo so e… Curami.

All’incipt, si è subito capito che nulla poteva o voleva restare fermo. E cosi è stato: anche a teatro la sala esplode, alzandosi tutta in piedi e portandosi verso il palco.

Sorriso sornione e soddisfatto di Lindo, che ha sempre affermato di voler  vederci ballare, riuscendoci, continua con diverse altre verso Emilia Paranoica e la dirompente e ultima Spara Jurii.

E cosi in un batter d’occhio finisce tutto, nostalgici con quel sapore agro dolce, di chi vorrebbe stare li con lui, sempre più arricchiti, ma con quel senso di incompletezza di fronte a cotanto profondità.