Sezione Live Reports
Midnight Sun Festival
a2014_09_09_09_33_47_10478160_655874374507184_1211286644481139509_n.jpg

Værøy è una delle più piccole isole delle Lofoten, arcipelago norvegese situato oltre al circolo polare artico. Quest’isola, fuori dai circoli internazionali del turismo, è forse una delle isole più ‘selvagge’ e al suo interno conta meno di 1000 abitanti. In questo contesto, in cui i tre (unici) paesi sono situati su due rive dell’isola (le altre due sono irraggiungibili, se non arrampicandosi sulla montagna situata al centro), all’estremità di questa regione abitata raggiungo il Midnight Sun Festival.

Il Midnight Sun Festival è una manifestazione di musica elettronica che viene realizzata ogni due anni. La sua durata è generalmente di una settimana (l’attuale rassegna ha coperto dal 16 al 22 luglio) e fa sfoggio di diversi dj proveniente dal panorama ethnic, ambient, down-beat, up-beat electronic, techno, tech, house, minimal, progressive, psycore e trance. Generalmente non tratto (né la nostra redazione tratta) questo genere di eventi, ma la particolarità dell’evento e la mia presenza in questa terra straniera mi ha spinto a parteciparvi.

Non è semplice raggiungere l’isola per via della sua scarsa importanza turistica e per la scomoda posizione geografica. Nonostante io risiedessi in un grande centro posizionato a metà altezza del paese, mi è toccato farmi 9 ore di treno e 6 di traghetto, per un totale di 30 ore di viaggio per due giorni e mezzo di festival. Arrivo di venerdì sera alle 11, nel vivo del weekend. Ovviamente non sembra notte: siamo nel periodo dell’anno in cui il sole tramonta giusto per un paio d’ore, e per tramontare si intende che scompare un poco sotto la linea del mare, col risultato che non c’è mai buio.

Per questa seconda edizione sono stati previsti tre palchi: il Sun Temple, dedicato alla musica trance, psy, techno e ai generi più ‘hard’, il Sun Observatory, rivolto alla musica più introspettiva come l’ambient o il chillout (ma talvolta anche house) e il Sun Beach, il più piccolo e inizialmente non previsto, dove alcuni artisti non si fanno pregare per un secondo o terzo dj set.

L’atmosfera del Midnight Sun Festival è piuttosto particolare; ben si discosta da coloro che sono abituati a festival di stampo rock e metal. Prima di tutto, non esistono live performance: i palchi sono davanti a dancefloor a cielo aperto, dove puoi ballare diversi tipi di musica alle nove di mattina come alle nove di sera e l’unico limite è la stanchezza. Secondo, l’organizzazione non è delle migliori: gli stand per il cibo sono pochissimi, spesso chiudono a orari assurdi per mancanza di materie prime ed è impossibile raggiungere qualsiasi supermercato se non dotati di una macchina. Terzo, ma non ultimo, l’atmosfera è rilassata, pacifica, magica a determinati orari del giorno e della notte. Come non potrebbe esserlo, quando hai davanti a te l’oceano, il tramonto alle tre di notte e vedi gente ballare col sorriso sulle labbra, a piedi scalzi sulla spiaggia?

 

In conclusione, penso che il Midnight Sun Festival sia una manifestazione molto particolare, sicuramente rivolta agli amanti del genere. Personalmente, sebbene sia stata un'esperienza interessante e piacevole non vi parteciperò più: la musica non mi fa impazzire e il viaggio è davvero lungo. Per chi invece desidera provare qualcosa di emozionante e fantastico, in una location unica e con la possibilità di vedere artisti che difficilmente si trovano chiamati nello stesso posto per uno stesso evento (da Biosphere e il loro freddo ambient, a Psykovsky con la sua hard trance fino a Igorrr e il suo baroquecore), beh, dico loro di fare un pensierino per l'edizione del 2016.