Sezione interviste
20/05/2016A cura di: Vì
BOLOGNA VIOLENTA - "DISCORDIA"
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AloneMusic torna alla carica! Dopo essermi mangiata mani e gomiti per non aver trovato il tempo di rendere questa un'epica face-to-face, vi pubblico con immensa gioia l'intervista del secolo a Bologna Violenta. Se già state sudando a freddo nell'attesa di un live o di una qualsiasi "Discordia", potete sfamarvi continuando a leggere! I temi che abbiamo affrontato sono più o meno quelli dei tg ogni giorno: Papa Francesco, bambini, cucina, tombe, lavoro, supermercati e teatro. Però abbiamo aggiunto anche un servizio riguardo alla musica, siamo stati bravi...

 

 

Inutile chiederti se sei soddisfatto di "Discordia", altrimenti non sarebbe stato pubblicato e io non potrei dar fastidio a nessuno. Infatti guardo avanti e ti assillo da subito: stai già assemblando un medley di tristezze per il prossimo album?

Innanzitutto ti posso confermare di essere molto soddisfatto di “Discordia”, giusto per evitare incomprensioni….
Il medley di tristezze si assembla da solo, purtroppo, visto che ci sono talmente tante storie assurde e brutte che mi capitano sotto gli occhi, che spesso non varrebbe neanche la pena di soffermarsi. Comunque di idee ce ne sono, forse non appena abbiamo un po’ di pausa con le date ci metteremo già al lavoro su nuove cose, ma al momento è un po’ troppo presto per parlarne.

 

Ti ha colpito qualche recente fatto di cronaca - anche internazionale - che potrebbe dar vita ad un pezzo o ad un disco intero?

La cosa che più mi sta facendo schifo al momento è il papa attuale che continua a “bacchettare” (giusto per usare un termine che ho sentito direttamente dai vari giornalisti) i vescovi e i cardinali perché siano meno attaccati al denaro. Ora, dico io, ma sto personaggio non si rende conto che se solo pagassero le tasse allo stato italiano, probabilmente noi non saremmo così presi male? Non si rende conto che il Vaticano ha un mare di immobili non tassati, proprietà di qualsiasi tipo, per cui chiunque altro sul suolo italiano dovrebbe pagare, mentre loro non lo fanno? Senza pensare che le forze dell’ordine sono tutte schierate a difenderli sul suolo vaticano, anche se è di fatto uno stato a parte? Ecco, lo dico: sta cosa non la sopporto. Si tratta di un’ipocrisia altamente inaccettabile che mi metterà sempre contro la Chiesa.

 

Quanto amareggiato e quanto divertito ti sei sentito dopo aver montato il video di "Incredibile lite al supermercato"? Come giudichi quotidianamente le liti al supermercato?

Ci tengo a precisare che il video è stato girato e montato da Leonardo Amati di Trivel Collective, quindi al di là di pochissime dritte che gli ho dato io, per il resto ha fatto tutto lui, creando tra l’altro un video che rappresenta perfettamente quello che avevamo in testa. Le liti al supermercato sono solo un esempio di tutte quelle stupide liti che si verificano in qualsiasi posto dove due o più esseri umani si trovano vicini. Ne vedo di tutti i colori, alle poste, in autogrill, ovunque. Questa cosa non ha nessun senso. C’è un livello di egoismo misto a stupidità che spesso neanche gli animali selvaggi riescono ad arrivare a tanto. Io stesso a volte mi trovo nella situazione di cazziare il classico che ti supera alle casse del supermercato o in posti simili. Dico io, ma che fretta c’è? Forse sentono che devono morire prima degli altri e quindi devono arrivare per primi su tutto? 
Sinceramente sono cose che mi sconfortano molto, anche se alla fine mi scappano delle grossissime risate dopo aver imbruttito certi personaggi, perché mi rendo conto che proprio non ce la possono fare. Poi oh, io ho un pessimo carattere, se mi ci metto, ma la gentilezza dovrebbe essere sempre al primo posto, per quel che mi riguarda.

 

Gastromusicalmente ritengo che "Discordia" sia una ricetta moderna. Poche calorie, allappa poco e sazia al punto giusto. Ottimo dessert per l'amico che odia il prog. Ma quale ingrediente ometteresti per servirlo agli intolleranti? Ti do carta bianca, gestisci te la situazione…

Guarda, farei tre versioni diverse: la prima solo con gli archi e gli altri strumenti acustici, come il piano e i fiati. Il che renderebbe il tutto molto fruibile da una parte, ma allo stesso tempo molto fastidioso, in quanto ci sono dei pezzi che risulterebbero solo pieni di dissonanze quasi senza senso. Poi farei una seconda versione, quella punk, con chitarra-basso-batteria, ma la gente si lamenterebbe, perché non c’è la voce e i pezzi sembrerebbero incompleti o comunque spesso privi di molto senso. Poi ne farei un’altra ancora, ovvero quella con i campionamenti, i rumori e la parte più elettronica, che sono quasi sicuro sarebbe indigeribile ai più. Che ne pensi? Ti piacerebbe sentire una di queste versioni per rimpiangere il disco completo?

 

Una parentesi sulla tua nuova fiamma Alessandro Vagnoni. E' commovente pensare ad un primo cazzutissimo full-length in duo, per giunta con un batterista del genere. Anche se l'intenzione da parte sua già c'era, è stato difficile per uno avvezzo alla dimensione "band" calarsi nel tuo progetto? Si sono mai create "discordie" o dubbi fra voi specialmente in merito all'album?

Facciamo così, ti risponde direttamente Alessandro:

In effetti è la prima volta per me in duo. E aggiungo che non avevo mai suonato cose così veloci e complesse, più per una questione mnemonica che tecnica. Imparare, memorizzare e suonare più di 40 pezzi dal vivo è stata un po' un'impresa. All'inizio ho 'lanciato la sfida' a me stesso, ma avevo tremendamente voglia di far parte di questo progetto, dopo anni di molto (forse troppo) Metal. Devo dire che ci siamo 'trovati' su moltissime cose, anche extra-musicali e, per quanto riguarda la stesura dello Split prima, e di Discordia ora, è filato tutto liscio: all'inizio ho dovuto 'calarmi nella parte', poi le cose hanno cominciato ad accadere automaticamente. Di questo siamo molto contenti.

 

Ormai tra gli italiani quasi emancipati sei considerato un artista di vero talento, una sorta di mito. Speri che questo si tramandi nel tempo coinvolgendo altre persone (pure attraverso Ale, magari) o che finisca nella tomba con Nicola Manzan? In fondo, a te piacciono le cose brevi…

Verissimo, a me piacciono le cose brevi. In fatti questo progetto doveva iniziare e finire con il primo disco. Invece alla fine è diventato quasi un progetto di vita, o comunque una parte fondamentale di ciò che sono, sia come persona che come musicista. Quindi, al di là del talento vero o presunto, cercherò di sviluppare il progetto in qualunque forma mi possa rappresentare. Mi piacerebbe coinvolgere altre persone, ma se Alessandro ci ha messo cinque anni a convincermi a farlo entrare nel progetto, ne potrebbero servire altri cinque per includere qualcun altro. A meno che non ci siano le risorse per farmi pensare di allargare la formazione in maniera più o meno stabile e in maniera più o meno considerevole. Ho grandi progetti in testa, ma si sa, bisogna anche pagare le bollette, e non mi sembra il caso di coinvolgere altre persone nei miei deliri musicali senza che ci sia il giusto ritorno economico per le persone che non si vivono il progetto al 100% come me.

 

Al di là dell'esperienza musicale gigantesca e delle collaborazioni importanti che hai alle spalle, c'è ancora un posto ignoto dove muori dalla voglia di far casino live? Hai ancora qualche sogno bambinesco nel cassetto?

Di sogni ne ho tantissimi, tutti molto bambineschi forse, tra cui conquistare il mondo. Ma questo lo lascio per una prossima vita, se ci sarà. Diciamo che vorrei suonare ovunque, a prescindere dalle dimensioni dei locali, dalle culture e dalle dinamiche tipiche del rock and roll. Una cosa mi piacerebbe moltissimo fare, ovvero portare BV nei teatri, magari accompagnato da una specie di orchestra classica. Sarebbe una grande rivincita sul mio passato di violinista classico e su tanta gente che ha sempre pensato che fossi una specie di pazzoide che, nonostante tutto, poteva anche fare il primo violino in un’orchestra.

 

Quanto ti appaga il lavoro in proprio dal momento in cui puoi "donare" qualcosa di concreto agli altri (un'idea, un oggetto, un impiego…)?

Penso che la dimensione del lavoro in proprio sia ideale se si ha la sensazione di “donare”, come dici tu, qualcosa al prossimo. Sapere che le proprie idee vanno a influenzare le giornate altrui è un qualcosa che rende molto orgogliosi, quindi, a dirla tutta, fa molto bene all’ego. C’è anche da dire che questa condizione fa sì che in pratica io non smetta mai di lavorare. Sono sempre attivo, sempre alla ricerca di idee, di motivazioni, di stimoli, sempre al lavoro ogni giorno della settimana. Per me non esistono ferie, festività o quant’altro. Quelle rare volte in cui mi concedo delle pause mi sento addirittura in colpa. Inoltre c’è da aggiungere che ho scelto la strada più difficile, ovvero quella della musica “diversa”, quindi ho sempre l’impressione che se mi dovessi fermare anche per un breve periodo, sarebbe la fine. Quindi sono sempre sulla linea di confine tra il sentirmi profondamente appagato e sentirmi sempre in ansia, perché del domani non c’è certezza (e tutto quello che arriva dipende da me).

 

Se tornassi ventenne oggi, andresti ad una serata di Bologna Violenta? Se sì, cosa gli urleresti/lanceresti da sottopalco?

Ci andrei di sicuro! Andrei ai concerti e rimarrei prima di tutto pietrificato, poi urlerei “fate i Nabat”, ma anche “fate schifo” e lancerei i bicchieri di birra vuoti sul palco. Ma forse farei tutto ciò conoscendomi/ci, altrimenti penso che me ne starei zitto in un angolo a cercare di capire come si fa a suonare così veloce. Del resto quando avevo vent’anni non avevo mai suonato qualcosa del genere, è solo con l’avvicinarsi dei trenta che ho trovato il coraggio di farlo…

 

Il tocco di classe in Bologna Violenta è sicuramente l'ironia, come pure la concisione dei concetti - se così posso definirla. Quand'è l'istante in cui finalmente t'investe il sollievo ed esclami "Ok, ho davvero trasmesso il messaggio dall'altra parte"? Cosa deve succedere?

Ci sono vari fattori che mi fanno capire che ho colto nel segno. Spesso è il gelo che pervade la sala concerti, altre volte il vedere il sorriso tra la gente, nonostante sia stata bombardata da rumore ed immagini spesso insostenibili. Poi succede a volte che dopo alcuni pezzi scatti un applauso spontaneo (ci sono un paio di momenti ormai fissi all’interno dei concerti) e questo per me è un momento quasi liberatorio. Non fosse che di solito c’è attaccato un altro pezzo e quindi: tutti zitti, la violenza non è finita!!!

 

Come spiegheresti Bologna Violenta ad un bambino di sette anni in meno di dieci parole?

Difficilissimo, ma ci provo: "La musica può impaurire e divertire contemporaneamente? No? Ascolta questo!" 
Sono dieci, fa lo stesso?

 

Bene, abbiamo terminato la tortura. Mille grazie per la pazienza e per il tempo, nonché sinceri complimenti per tutta la discografia!

Beh, se questa è una tortura, non vedo l’ora di essere flagellato di nuovo! Grazie mille per lo spazio e l’interesse nel progetto.
Trovate più o meno tutto qui: bolognaviolenta.bandcamp.com, www.bolognaviolenta.com, facebook.com/bolognaviolenta, dischibervisti.co

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