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Dead Alone
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Ci spostiamo nella fredda Germania, più precisamente a Monaco per fare quattro chiacchere con il chitarrista dei Dead Alone, Fred Freundorfer, che ci racconta qualcosa di più del suo progetto e della sua musica. Tra un’analisi più approfondita del loro ultimo album, Nemesis, e qualche riflessione sulla musica in generale, scopriamo qualcosa di più sulla scena tedesca…

 

Ciao Fred e grazie di essere qui con Alone Music. Non sapevo molto del progetto Dead Alone, perciò ho cominciato a documentarmi, scoprendo alcune cose interessanti. Ho visto che la vostra carriera è iniziata ben dieci anni fa eppure non ne sapevo molto di voi! Suppongo che questo sia dovuto al fatto che non siete molto conosciuti nel nostro paese…

Purtroppo siamo venuti in Italia poche volte, l’ultima abbiamo suonato vicino a Verona nel 2011. E’ stata veramente una bella esperienza e ce la siamo goduta dall’inizio alla fine! Ci ha fatto molto piacere cogliere questa opportunità, soprattutto grazie ai nostri amici italiani. Probabilmente torneremo di nuovo in futuro, vedremo…

 

Non avete in mente di fare qualche data in Italia?

Non stiamo organizzando tour al momento, né tantomeno uno dedicato a un particolare paese.

 

Dicevo, questo è il decimo anno d’età per i Dead Alone. Cos'è successo in questi anni?

Tantissime cose ! I DA nascono con Martin (Hofbauer) e Florian (Hefft), un altro Martin (Szeike) e un altro batterista. Io sono entrato nella band insieme a Sebastian (Bichler) nel 2008, e da quel momento in poi ci siamo dati molto da fare, suonando in giro e producendo musica.


Com'è cambiato il sound dei Dead Alone in questi anni? Quali obiettivi sono state raggiunti? Cosa vale la pena ricordare nel vostro percorso?

Abbiamo raggiunto tanti traguardi. Abbiamo suonato in Saliburgo, in Austria, in un grandissimo evento. Un altro grande show è stato in Monaco con gli Ice Cube, una band tedesca black metal abbastanza importante nel panorama locale. Un altro punto importante è stato la produzione di Vitium, il primo album con la formazione attuale, che abbiamo anche presentato a Verona, e poi Ad Infinitum. Nel 2014 è uscito Nemesis, altra grande esperienza poichè abbiamo deciso di registrare le batterie ad Atene, in Grecia, avvalendoci della collaborazione di Fotis Benardo (ex batterista dei Septicflesh ndr). Un grande punto di arrivo.

 

Sicuramente è una cosa grossa, anche se per me è la prima volta sentire un gruppo death o black che decide di andare a registrare in Grecia e non in Svezia!

Per noi è stata veramente un’esperienza importante, specialmente poiché abbiamo potuto capire come si svolgono le cose fuori dalla Germania, dove sappiamo come lavorano i produttori. Ogni membro dei Dead Alone è una persona normale con un lavoro normale e non capita tutti i giorni di collaborare con un professionista come Fotis Benardo. Puoi essere bravo quanto vuoi a suonare il tuo strumento, ma farlo per divertimento è diverso che farlo per lavoro. Suonare in uno studio ti permette di ricevere input e consigli a cui altrimenti non potresti ottenere.

 

Parliamo di Nemesis. Il sound è molto doom, si riesce a percepirne la violenza intrinseca; è oscuro ma nello stesso tempo è molto potente…

Sono d'accordo con te. Nemesis è un'evoluzione del sound di Ad Infinitum, che era decisamente più Hi Fi. Nemesis è un po’ meno pretenzioso. Le chitarre continuano ad essere potenti e sovrastano tutto, ma qui sono più atmosferiche.

 

Sentendo il vostro album mi viene in mente di paragonarvi, in qualche modo, ai The Ocean. Ovviamente il sound non è lo stesso, ma trovo qualcosa di simile nelle atmosfere.

Non sono completamente d'accordo, ma è il tuo punto di vista! Trovo che i The Ocean siano una band importante, quindi fa piacere essere associati a loro.

 

Passando dalle similitudini con altre band, ma rimanendo in qualche modo nel tema: chi vi ha ispirato nella creazione della vostra musica?

Se parliamo musicalmente, io ascolto Svartcrow and Ulcerate, molto potenti, molto disarmonici. A Martin piace molto l’old school melodic death. Abbiamo cercato un compromesso fra questi generi per dare forma a Nemesis. Per quanto riguarda le canzoni non ci ispiriamo ad alcuni temi troppo spesso abusati, ma cerchiamo di seguire il flusso delle nostre vite. In questo frangente ci siamo concentrati sulle emozioni legate alla perdita di una persona cara, uno dei momenti più intensi della nostra esistenza.

 

Quali sono i vostri progetti come Dead Alone per il futuro?

Vogliamo suonare molto rispetto a quello che abbiamo fatto negli ultimi due anni. Alcune delle date in cantiere devono essere ancora annunciate, ma posso già dirti per certo che a febbraio suoneremo a Monaco ad un festival. Presto ci dedicheremo alla realizzazione di videoclip, ma ancora non sappiamo ancora né quando né come, se registrare una nostra performance, o dedicarci a una storia particolare…insomma, è tutto ancora da definire.

 

So che in Svizzera lo stato aiuta i musicisti sovvenzionando i progetti più meritevoli con fondi e altre sovvenzioni. E’ lo stesso anche in Germania? Vi sono degli enti che supportano la musica underground, che vi sostengono finanziariamente? Ma che esistano o meno, costa molto produrre musica di qualità in Germania, utilizzando solo le proprie forze?

C’è qualcosa di simile, sì. Personalmente non abbiamo chiesto alcun fondo da alcun ente pubblico, vogliamo essere completamente liberi di fare quello che ci pare. Per quanto riguarda la seconda domanda, posso dirti che dipende dagli studio, dalla tua esperienza, da quello che vuoi ottenere in termini di qualità. Sono molte le variabili.

 

E’ facile suonare in giro?

Sì, è abbastanza semplice. Per esempio, non è particolarmente arduo trovare una data nei centri sociali e anche nei live club. Puoi persino trovare occasione di suonare in grandi eventi, ovviamente come spalla. Personalmente però per noi è meglio un’atmosfera da live club, anche se ovviamente se sei di supporto a una nome grosso l’esperienza del grande palco è sicuramente qualcosa che non si vive tutti i giorni!


Faccio una domanda un po’ polemica: alcuni gruppi underground considerano i grandi nomi del metal troppo ‘commerciali’ e non li vedono di buon occhio....

Qualunque cosa si dica la scena metal rimarrà comunque underground.  Un esempio: qui in Germania se accendi la radio non senti molto spesso metal…in realtà puoi ascoltare molto più facilmente Eros Ramazzotti che i Metallica!