Sezione interviste
Denial
a2014_10_25_08_21_53_Denial foto band.jpg

I Denial, progetto genovese di cui abbiamo da poco recensito il nuovo album, Burden of Lies, ha attirato l'attenzione della sottoscritta. Un'intervista con la loro cantante, Julie Ann, mi sembrava quindi d'obbligo.

 

Ciao Julie e benvenuta su Alone. Partiamo subito parlando dei tuoi Denial: ho notato che Burden of Lies, uscito quest’anno per la Buil2kill Records, è stato realizzato ben dieci anni dopo il secondo EP, Morphogenesis. Che cosa è successo durante questo periodo?

Ciao Serena, in effetti fra Morphogenesis( EP) e Burden of lies sono passati 10 anni. Nel 2005 l’attività della band si è praticamente fermata per divergenze stilistiche su come orientare il sound del gruppo. Da allora è stato molto difficile trovare la formazione giusta in termini di preparazione, affiatamento e disponibilità Solamente nel 2011 abbiamo trovato la formazione vincente per la nostra musica e arrivare così a registrare Burden of lies.



Dopo tutto questo tempo chi vi segue si sarà aspettato un album fenomenale, e devo dire che è stato ripagato al meglio. Come è andata la realizzazione? Cosa ti soddisfa di più e di meno dell’intera opera?

La realizzazione dell’album è stata molto semplice. Tutti i musicisti, Francesco la Rosa (Extrema), Olly Razorback (Killers Lodge) e Azoth (Spite Extreme Wing) sono persone di esperienza. Avendo registrato presso il Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve) abbiamo potuto approfittare della splendida amicizia con Fabio che ci ha seguito anche in fase di produzione. Ci conosciamo da una vita e personalmente, essere seguita da un altro vocalist, Fabio appunto, è stato un valore aggiunto. Budern of lies è riuscito esattamente come lo volevamo. Un death metal a tratti tecnico, con un intenso groove thrash. Le linee vocali sono particolarmente “acide” ma pulite. La linea principale in unica traccia à affiancata dalle seconde voci solo in maniera marginale, questo per rispecchiare più fedelmente possibile la resa live. ll mix ed il master fatti al Fear Studio Recording di Ravenna hanno infine reso il suono compatto e violento così come lo volevamo.



Parliamo del futuro: il lancio di Burden of Lies porterà a qualche novità interessante per i Denial?

Ci stiamo lavorando. Stiamo valutando differenti proposte. Non tutte saranno fattibili ma l’intenzione è riuscire a suonare il più possibile dal vivo, trasmettere al pubblico la nostra energia, divertirci e fare divertire chi ci ascolta.



Ormai da qualche anno è scoppiato il trend delle ‘growler’, cantanti donne che si cimentano nelle tecniche vocali del growl e dello scream. Come ti sei avvicinata a questo stile? Ti sei ispirata a qualcuno in particolare?

Per me avvicinarmi al growl ed allo screaming è stato un percorso naturale. Ho sempre ascoltato metal: thrash, death, black. Ogni gruppo o cantante che mi piace è fonte di ispirazione. Tra i miei preferiti posso citarti Chuck Billy, Magnus "Masse" Broberg, John Tardy, Legion. La cosa a cui tengo di più è comunque elaborare un timbro personale, che rispecchi il mio modo di sentire ed esprimere la musica. Ti farò ridere, ho iniziato a cantare nell’accademia musicale che frequentavo perchè allieva di chitarra classica spagnola. Una delle lezioni complementari era canto corale dove tra l’altro c’erano anche cantanti veri, uno su tutti Roberto Tiranti, micidiale. Per quel che mi riguarda, mi spostavano continuamente fra la sezione contralti e la sezione dei soprani e poi, come dice Azoth (bassista) mi hanno mandata a cantare death metal.



Ho spesso sentito dire che queste tecniche vocali vengano ritenute meno performanti sulle donne perché esse mancano di potenza e non hanno una ‘struttura’ adatta per eseguirle. Ovviamente esistono molti esempi che smentiscono tale affermazione, ma nel tuo caso hai seguito un particolare percorso di studio per ‘modellare’ la tua voce a un genere così estremo o il tutto si è evoluto naturalmente?

Come hai detto tu il growl e lo screaming sono solo tecniche. E’ ovvio che fra uomini e donne ci siano differenze di estensione vocale, ma non credo ci sia una sola growler che abbia iniziato a cantare per imitare un uomo, che senso avrebbe? Quello che si vuole fare è interpretare uno stile di canto, trasmetterne l’atmosfera e le emozioni. Quello che conta davvero è il sound della band, non il singolo.Growl e screaming sono tecniche vocali piuttosto impegnative che se mal utilizzate possono portare a serie lesioni dell’ apparato fonatorio. Prima di propormi dal vivo ed in studio ho studiato seriamente. Se prendi il CD, fra i primi ringraziamenti trovi Dino Stellini, l’insegnante di canto che mi ha preparata. Con lui  ho affiancato allo studio delle tecniche di canto convenzionali un lavoro di irrobustimento delle corde vocali e di gestione della respirazione anche in movimento.



Cosa pensi possa portare una growler di diverso, sia a livello vocale ma anche a livello personale, rispetto a un cantante di genere maschile?

Tutto e niente, mi spiego meglio: la voce è in assoluto l’unico  “strumento musicale” realmente unico , non esistono due persone che abbiano la stessa voce. Non è mio interesse cantare come o meglio di qualche altro cantante ma esprimere al meglio, insieme agli altri musicisti, la musica proposta. Ogni cantante, donna o uomo che sia, porta la propria personalità. L’importante è fare buona musica, presentarla al 100% e divertirsi.



La presenza femminile al microfono nei generi più violenti del metal è un fenomeno che ancora poco interessa il panorama italico, a esclusione dei famosi Cadaveria e a qualche realtà locale. Credi che questo trend crescerà o trovi un ostacolo, magari legato alla concezione comune che vede la donna come essere delicato e indifeso?

Secondo me è un fenomeno in aumento. Il genere è ormai sdoganato e fortunatamente molti luoghi comuni stanno cadendo. Non smetterò mai di stimare chi negli anni si è rimboccato le maniche ed ha sudato per andare contro corrente, per affermare la propria personalità a discapito dei luoghi comuni e delle convenzioni. Come diceva il grandissimo Chuck Schuldiner “ Support music not rumors”.



Per adesso è tutto. In bocca al lupo per i vostri progetti futuri e a presto su Alone Music.

Grazie a te ed a tutta la redazione di Alone Music. Un saluto a tutti i tuoi lettori e lettrici.Vi aspetto ai nostri concerti
Julie Ann