Sezione recensioni
recensioni16/06/2016A cura di: Serena
Katatonia
The Fall of Hearts
a2016_06_16_10_58_43_Katatonia_-_Fall_Of_Hearts_-_Medium_Res_Cover.jpg

Tracklist

  • 1. Takeover
  • 2. Serein
  • 3. Old Heart Falls
  • 4. Decima
  • 5. Sanction
  • 6. Residual
  • 7. Serac
  • 8. Last Song Before the Fade
  • 9. Shifts
  • 10. The Night Subscriber
  • 11. Pale Flag
  • 12. Passer

Genere

Metal

Etichetta

Peaceville Records

Voto

10 su 10

Sono passati 15 anni e siamo al decimo originale full length per gli svedesi Katatonia: The Fall of Hearts non fa altro che ribadire la grandezza e l’unicità della band, che nonostante si sia evoluta nel tempo acquisendo l’ormai melanconico/romantico/atmosferico stile, non cessa di rifinirsi album dopo album.

 

Cominciamo dalla produzione: The Fall of Hearts è registrato allo Stockholm’s Studio (Moonspell, Bloodbath, Amorphis) e al Tri-lamb Studio (gestito da Karl Daniel Lidén, che ha curato le produzioni dei The Ocean, ad esempio), mixato e masterizzato da Jens Bogren (Opeth, Ihsahn, Devin Townsend) al Fascination Street Studios (non vi dico neanche chi ci ha registrato qui, andatevi a vedere i nomi sul sito). Devo anche aggiungere che il suono è pulito come non mai, le chitarre sono bilanciate, la voce è ben amalgamata con il resto della composizione ma sovrasta alla giusta maniera gli altri strumenti, che è inoltre pulita e naturalmente amplificata?

 

Con una premessa così potete ben capire che recensione ne verrà fuori. The Fall of Hearts fa piangere da quanto è puro, introspettivo, multiforme, fluido e drammatico. Certo, ha dei momenti piuttosto scontati per una band che ha coniato un suo particolare modo di fare musica, ma esistono alcune parti talmente spirituali e immaginifiche che difficilmente si resta impassibili durante il proseguo dell’album. E ve lo dico io, che non sono un’appassionata nè tanto meno una fan dei Katatonia.

 

Lo stato dell'arte di quest’album è tale da fare emozionare per una semplice melodia di flauto, come in Decima: quando Anders Nyström ripete nel ritornello Mi si spezza il cuore vederti piangere, con il suo particolare timbro vocale e l’atmosfera che creano gli strumenti, quasi sembra parlare realmente a me, amico fidato che cerca di consolare la mia anima in pena.

 

Mi rendo conto che l'ultima frase sia piuttosto emotiva, ma questo credo renda l’idea di come quest’album comunichi qualcosa, faccia provare qualcosa, sembri quasi vivo. La musica, quando è suonata con maestria è capolavoro, ma quando è suonata anche con passione è pura estasi. Nel loro percorso musicale i Katatonia sono quasi vicino ad arrivare al punto di non ritorno, forti delle loro esperienze e di quel talento e quel gusto che dubito si spegnerà presto.