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recensioni05/06/2016A cura di: Serena
Angakok
Angakok
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Tracklist

  • 1. Perpaluktok Aitut
  • 2. Sacrifice
  • 3. Collapsing
  • 4. Aksarpok
  • 5. Samsara
  • 6. Avioyok
  • 7. Dead Birds
  • 8. Trust My Scorn
  • 9. Empty Cup
  • 10. Sivudlit Nertorpok

Genere

Metal

Etichetta

Satanath Records

Voto

8,5 su 10

Il trio belga Angakok, dopo tre anni di silenzio dal primo Ep self-title, torna con un vero e proprio lavoro autoconclusivo, con il medesimo nome, Angakok. La formazione, nata nel 2009, non sembra interessarsi poi molto all’estetismo delle parole o dall’immagine della copertina (che sembra un quadro metafisico in bianco e nero), ma cerca di andare a fondo nelle sonorità crude del drone di cui si fanno fautori.

 

Ascoltando questo album mi è venuto il bisogno di condividere questo pensiero con voi: potrebbe sembrare strano, ma anche nel drone si possono intuire differenze stilistiche. Si definisce un genere perché si ritrovano somiglianze nelle sonorità di band o album che si possono catalogare assieme, ma risultano completamente diverse da ciò che si è ascoltato prima (storicalmente parlando). Il drone è caratterizzato da chitarre granitiche, cupe, la melodia è pressoché assente, la batteria definisce quasi solo il tempo che scorre nella composizione, la voce (quando presente) è gridata e straziante, lontana da qualsiasi tipo di melodia.

 

Gli Angakok non si discostano poi molto da questa definizione, se non per rivelare alcuni momenti veloci (come nell’intro di Samsara) che li rendono più doom, e le parti dark ambient inserite in diversi contesti (sin dall’intro dell’album, Perpaluktok Aitut, dove una voce parla una lingua sconosciuta e rende il tutto molto più mistico fin dall’inizio dell’ascolto).

 

Un album non così originale, ma ben assemblato nella sequenza delle canzoni e ben registrato. Il suono di per sé, e non la composizione che aiuta a creare, è fondamentale per determinare il successo di una band come questa, e devo dire che da questo punto di vista nulla è lasciato al caso. Insomma, Angakok è un buon album di genere, ben definito e interessante, da collocare nel filone con i più grandi.