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recensioni29/03/2016A cura di: Serena
Novembre
URSA
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Tracklist

  • 1. Australis
  • 2. The Rose
  • 3. Umana
  • 4. Easter
  • 5. URSA
  • 6. Oceans of Afternoons
  • 7. Annoluce
  • 8. Agathae
  • 9. Bremen
  • 10. Fin

Genere

Metal

Etichetta

Peaceville Records

Voto

8,5 su 10

Era il 2007 e i Novembre uscivano con The Blue, sesto album del combo romano. The Blue si presentava più atmosferico, più introspettivo ma forse più delicato di Materia, che l’aveva preceduto. Un ottimo album, come sempre avevano dimostrato i suoi predecessori, seppure diversi nelle sonorità e nella maturità della band. Poi, il nulla: a essere sincera pensavo fosse finita. I Novembre erano parte del passato, una band da ricordare con nostalgia.


Mi sbagliavo, ed ecco in anteprima (di qualche giorno dall’uscita ufficiale del 1° aprile) URSA, ultima fatica di Carmelo Orlando, fondatore della band e unico (ormai) membro storico.


Cominciamo la nostra analisi dal titolo dell’album, acronimo di Unione delle Repubbliche Socialiste Animali (Union des Républiques Socialistes Animales), che fu titolo provvisorio al più celebre La Fattoria degli Animali di Orwell, libro particolarmente controverso, che narra la nascita e il crollo, in chiave metaforica, dell’Unione Sovietica, inteso come stato dapprima libero e poi soggiogato da una dittatura che, seppure in diverse forme, continua a mantenere nel proprio giogo un territorio rabbioso e stremato. Un titolo importante, che porta a farsi delle domande della sua scelta per definire l’opera al livello più alto.


La tipica impronta dei Novembre si può notare fin dal primo ascolto. Le atmosfere sono le stesse, se non meno pronunciate, di The Blue. Il cantato forse è meno incisivo rispetto a un tempo, o forse è semplicemente meno effettato, più naturale. Per chi ascolta il genere, non sarà passato inosservata la collaborazione di Anders Nyström dei Katatonia in Annoluce, che impreziosisce il brano, fornendo una profondità che manca al resto della tracklist.


Non c’è un evidente cambio di rotta nei Novembre, anzi devo dire che le differenze con The Blue non sono poi molte. Piuttosto, vedo un bisogno di definire un percorso iniziato anni fa, con l’obiettivo di enunciare in maniera chiara un messaggio, più idilliaco nei primi album e criptico negli ultimi. URSA sembra voler rimarcare le sonorità del combo, ormai ampiamente fissate nel progressive atmosferico, puntando su una maturità stilistica mai raggiunta prima d’ora.