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recensioni01/07/2015A cura di: Ileana Costabile
Jule Vera
Friendly Enemies
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Tracklist

  • 1. 1896
  • 2. Chemical Machine
  • 3. Light The Night
  • 4. One Little String
  • 5. Die Trying
  • 6. Scarlet Letter
  • 7. Friendly Enemies
  • 8. You Can't Mess It Up

Genere

Pop

Etichetta

Pure Noise Records

Sito Ufficiale

http://julevera.com

Voto

6,5 su 10

Un’opera prima si riconosce: è energica, carica di passione, talvolta pretenziosa. Se poi si tratta del primo EP di una giovanissima band dell’Alabama, non si resta stupiti del suo vortice di sonorità e di citazioni. Parliamo di Friendly Enemies, primo lavoro dei Jule Vera, che esce oggi per Pure Noise Records. Un album molto ricco, che fatica a trovare una sua precisa identità nel variegato panorama dell’alternative contemporaneo. Le otto tracce miscelano suoni freschi e cupi, ballate languide (una su tutte, Scarlet Letter) e pezzi rockeggianti in cui non è difficile sentir riecheggiare i Paramore. Il tutto tenuto insieme dalla versatile voce della cantante, che sa come essere delicata e diventare più strong nel pezzo successivo. Un’altalena di suoni è ciò che contraddistingue Friendly Enemies, che già nel titolo sembra dichiarare la sua vena ossimorica. 
L’intro dell’album, 1896, è un armonia di voce e pianoforte che si lega naturalmente alla successiva Chemical Machine, canzone molto orecchiabile e ben studiata. Più drumming è l’inizio di Light the night, che però scade in pop troppo comune. Quasi non si sente il passaggio a One little string, primo singolo estratto dall’EP, che si distingue poi per la sua vena più sognante. Un apparente cambio di rotta segna l’inizio di Die Trying, più epica rispetto alle tracce precedenti per la presenza più massiccia della batteria e della chitarra elettrica. La ballata per eccellenza dell’album è Scarlet letter, che dolcemente richiama l’omonimo classico della letteratura statunitense. Friendly enemies è un pezzo molto intenso, si impone subito alle orecchie dell’ascoltatore ed è probabilmente il più maturo di tutto il disco. Disco che si chiude con una traccia a dir poco confusa,You can’t mess it up, che pare quasi voler urlare che lo stile dei Jule Vera non può essere “incasinato” più di così, con batterie potenti miscelate con quella vocalità più languida con cui il disco si è aperto. 

Friendly Enemies è un album decisamente giovanile, che vuole collocarsi in maniera ostinata nel mondo dell’alternative ma che, in realtà, rientra tutto in un pop facilmente fruibile. Ora non resta che concentrarsi maggiormente sui punti di forza e valorizzarli, in cerca di un linguaggio più riconoscibile.