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recensioni22/04/2015A cura di: Alessandra Torcasso
Zebrahead
The Early Years - Revisited
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Tracklist

  • 1. Check
  • 2. Get Back
  • 3. Jagoff
  • 4. Someday
  • 5. Playmate of the Year
  • 6. Now or Never
  • 7. Wasted
  • 8. Rescue Me
  • 9. Into You
  • 10. Hallo tomorrow
  • 11. Falling Apart
  • 12. Sex, Lies & Audiotape (bonus)
  • 13. Devil on my Shoulder (feat Jean-K)

Genere

Punk

Etichetta

Rude Records

Voto

6,5 su 10

Pensatevi a metà degli anni ’90, in una delle contee più grandi della California, Orange County. O.C per le ragazzine, e terra natia del terzo presidente d'america Nixon per i più maturi.

Qui cinque ragazzi ventenni, eclettici con tutt’altro che lo spirito conservatore di quelle zone si inizializzeranno alla più che figa scena punk/rock di quegli anni, dando vita agli Zebrahead

 

Ed è con questo atteggiamento – Amarcord -  che i ragazzi a distanza di 15 anni lanciano The Yearly Year – Revisited : tredici tracce, dei loro primi tre anni, nonché a parer mio i migliori, in aggiunta ad una bonus tracke e un inedito

E voi direte, anche loro con questi greatest hits? Si, vero, ma questa volta i californiani non si sono limitati a rimasterizzare le tracce bensì a ri-registrarle, mettendosi nuovamente in gioco anche dopo anni. Alla luce anche del cambio di line up avvenuta nel frattempo.

Il lavoro è senza ombra di dubbio buono: riascoltare pezzi storici come Hello Tomorrow con Matty al microfono  ha il suo perché. Come ha una sua ragione alla fine, tutto il full-lenght.

Come anticipato prima, oltre a track memorabili, è stato inserito un inedito Devil on my shoulder, in collaborazione con Jean-Ken Johnny, voce e chitarra dei Man with a Mission, gruppo musicale alternative pop giapponese. Famoso gruppo in terra nipponica soliti a indossare una maschera da lupo durante tutte le loro apparizioni al pubblico.

Terra, il Giappone, dove gli Zebrahead sono sempre stati trattati al pari di un ente supremo. Riconoscenti del fatto, i punkers americani hanno pensato bene di proporre, solo per loro  Greatest Hits? – Volume 1 , al cui interno sono stai aggiunti ulteriori inediti.

 

In sostanza un buon album, niente di particolarmente originale o fuori dagli schemi. Godetevi l’entusiasmo e l’umorismo che ci hanno messo questi “ragazzini” e non chiedete o aspettatevi altro di più.