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recensioni08/04/2015A cura di: Serena
Vanhelga
Happiness
a2015_04_08_09_32_50_VANHELGA - Happiness - album cover.jpg

Tracklist

  • 1. Dekonstruktion
  • 2. Lyrica
  • 3. Loneliness
  • 4. Tvingad att Leva
  • 5. Emptiness
  • 6. Jag Hatar Dig
  • 7. Mijau

Genere

Metal

Etichetta

Metal Scrap Records

Voto

4 su 10

 

Il prolifico progetto dei Vanhelga (che in svedese significa profano) porta alle nostre orecchie un sound di nicchia ed old fashion. Nonostante i nostri lo definiscano ‘black metal senza confini ben definiti’ (sto parafrasando) io trovo invece che il loro ultimo lavoro, Happiness, sia un’accozzaglia di sottogeneri utilizzati assieme con l’obiettivo di creare un qualcosa di radical chic ma che, sotto sotto, non porta alcun valore aggiunto alla band.

 

Sarà la primavera che mi rende acida, ma i Vanhelga mi deludono molto. Sebbene esista una punta di eleganza nelle canzoni, fortemente ispirate a quella linea che quasi venti anni fa Varg Vikernes partorì nel suo celeberrimo Filosofem, il lavoro di per sé non ha senso di esistere.

 

Happiness si può dividere in tre tipologie di brani: la prima, già citata prima, di marcato stampo depressive black; la seconda di ispirazione classica, con lunghi pezzi suonati con una lenta tastiera dai suoni puliti; a chiudere l’album, infine, una canzone pseudo nintendocore senza alcuna attrattiva. I brani, mescolati fra loro, non posseggono alcun collegamento, né artistico né compositivo, dando l’impressione di un lavoro raffazzonato, per niente pensato o sviluppato.

 

In conclusione, sebbene i Vanhelga si impegnino a fondo nella loro carriera, dando alla luce molto materiale e lavorando sulla loro immagine di gruppo depressive, l’album Happiness è assolutamente da dimenticare.