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recensioni04/02/2015A cura di: Serena
A Swarm of the Sun
The Rifts
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Tracklist

  • 1. There's Blood on Your Hands
  • 2. Infants
  • 3. The Nurse
  • 4. Incarceration
  • 5. The Warden
  • 6. Years
  • 7. The Rifts
  • 8. These Depths Were Always Meant for Both of Us
  • 9. All the Love and Glory

Genere

Metal

Etichetta

Autoprodotto

Voto

8 su 10

Il post è di moda. Capelli corti, barbe hipster, vestiti minimali di colore rigorosamente nero, artwork colore indaco predominante, chitarre gementi e urli disumani, rappresentanti la disperazione umana. Come mai il metal e il rock si sono evoluti proprio in questo periodo storico in maniera così depressa e straziante? Il bisogno, e nello stesso tempo l’impossibilità di costruire dei profondi e reali rapporti con noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda ha scatenato tali abissi senza ritorno?


Delineare tale genere in maniera un po’ troppo schematica non è corretto. Il post metal è anche qualcos’altro, è oltre quello che abbiamo sempre calcolato e organizzato secondo la mentalità comune della contemporaneità. Il post è al di fuori dell’ordine precostituito, crea quella sorta di caos che ci riunisce col Tutto. Nuove vibrazioni, nuove sensazioni nascono dal nuovo lavoro degli A Swarm of the Sun, duo svedese di cui trattiamo in questa recensione. Il progetto, composto da Erik Nilsson (Aoria) e Jakob Berglund, viene alla luce nel 2007 con l’EP The King of Everything, doppiato successivamente da Zenith nel 2013. The Rifts, ultima creature dalle venature fredde e dai toni cupi, in parte autoprodotto e autoregistrato (persino in una chiesa), in parte costruito avvalendosi della collaborazioni di molti artisti (Karl Daniel Lidén, Magnus Lindberg, Anders Carlström, Karl Daniel Lidén e molti altri) è in summa ciò che ho tentato di spiegare qualche riga sopra. La dissonanza criptica delle melodie, legata alla violenza delle pennate delle chitarre, l’immaginifica atmosfera buia, terrorizzante e nello stesso tempo affascinante, tutto questo ci avvicina al lato più recondito della nostra personalità e ci fa apprezzare ciò che neanche lontanamente possiamo comprendere con la razionalità tipica dell’animale umano. Ricollegandoci col nostro io più profondo attraverso i nostri sensi saremo in grado di comprendere la vera ragione della nostra esistenza.


The Rifts è un album complesso, più simile ad un estenuante rituale di purificazione che ad un’opera puramente estetica. La bravura degli A Swarm of the Sun sta nel miscelare in maniera intelligente atmosfere primitive, strumenti altamente tecnologici e una buona dose di creatività. Da ascoltare.