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recensioni20/01/2015A cura di: Serena
Warner Drive
City of Angels
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Tracklist

  • 1. Rising from the Fallen
  • 2. The City of Angels
  • 3. Boys'n'Girls
  • 4. Radio Love Song
  • 5. Open Our Eyes
  • 6. King of Swing
  • 7. West Memphis Three
  • 8. Ah-Ha
  • 9. Falling Down
  • 10. Fully Loaded

Genere

Rock

Etichetta

Cyber Tracks

Sito Ufficiale

http://warnerdrive.com

Voto

4 su 10

Fin dalla nascita di Hollywood, Los Angeles è stata la più grande fabbrica di beni artistici a cielo aperto: quante band di dubbia creatività e poco spirito sono sorte con incredibile facilità (sparendo nel nulla nel medesimo modo) grazie ai potenti mezzi disposti dalla magnificente metropoli? Partendo da questi presupposti è logico pensare che band come i Warner Drive prosperino in un panorama ormai saturo di risposte preconfezionate dai vari media e dalle varie case discografiche.

 

I Warner Drive, per chi non li conoscesse (suppongo la maggiorparte di coloro che ne leggeranno la recensione, considerano la loro ridotta sfera di influenza relegata, a parer mio, alla sola California) sono una band formatasi nel lontano 2005. Durante gli anni, essi hanno avuto sia la fortuna di lavorare con produttori di grande fama (sic) sia di dividere i più grandi palchi d’America con diverse star del (rock) music business internazionale (sic sic). Dal loro sito internet vengo a sapere che hanno pure registrato un paio di videoclip, che posseggono un endorsement da paura e che hanno all’attivo dai 200 ai 250 concerti (all’anno, ma io non ci credo neanche se mi pagano a seguirli in tour).

 

E chi sono mai queste impegnatissime rockstar? I Warner Drive sono un quintetto di neo punkers pseudo rock con una lieve tendenza verso l’hard & heavy, che in questo City of Angels (cielo, che fantasia!) rivangano i più biechi cliché del genere, racchiudendo il tutto con la voce alla James Hetfield del leader Jonny Law e la presenza conturbante della chitarrista Candice Levinson.

 

Belle facce adeguatamente preparate per gli schermi di MTV, con l’abbronzatura che ne indica cottura al sole subtropicale e il sorriso più bianco del bianco: per il resto, un disco inutile, che rappresenta l’apoteosi del consumismo musicale.