Sezione recensioni
recensioni10/01/2015A cura di: Serena
Akarusa Yami
Trace Element Rebirth
a2015_01_10_06_25_13_Trace-Element-Rebirth-Artwork.jpg

Tracklist

  • 1. Life, The Venomous Way
  • 2. Gottfried Raised My Hand
  • 3. Heritage-Legacy
  • 4. The Sound of Dying Star
  • 5. Incognito Unaware
  • 6. A Simple Decision

Genere

Metal

Etichetta

Autoprodotto

Voto

6,5 su 10

 

Gli Akarusa Yami sono una band inglese, precisamente di Nottingham, dedita a un metal tecnico con elementi progressive, il cui sound risulta una interessante commistione di chitarre gravi e sgretolanti e momenti lirici e di ampio respiro. I nostri, formatisi nel 2010, hanno all’attivo due Ep: il primo, Ouroboros, rilasciato nel 2011, e Trace Element Rebirth, uscito nel 2013, di cui tratteremo in questa recensione.

 

Trace Element Rebirth tocca i più svariati argomenti, dalla narrazione della stupenda  attività dell’universo come in The Sound of Dying Star fino alla consapevolezza quasi spirituale di quel percorso ineluttabile che è la vita in Life, the Venomous Way. Gli Akarusa Yami cercano, in qualche modo, di mettere in moto i loro pensieri, a volte come un fiume in piena o una tempesta, a volte piano piano, raccontando in maniera ermetica le loro riflessioni.

 

L’Ep in questione denota che, nonostante le buone intenzioni, gli Akarusa Yami hanno ancora tanta strada da percorrere. Due punti di debolezza, su tutto, sono la produzione e le parti vocali. La prima si può facilmente migliorare; i due Ep (parliamo anche di Ouroboros) sono autoprodotti e questo spiega molte cose. Un maggiore investimento sulla realizzazione di progetti futuri renderebbe molto meglio il loro sound. Inoltre un migliore studio sulle voci e sul loro utilizzo nelle composizioni porterebbe, senza alcun problema, livello di maturità meritato dal combo inglese.

 

Insomma, la strada è lunga e tortuosa…ma l’ambizione porta sempre buoni frutti.