Sezione recensioni
recensioni16/11/2014A cura di: Serena
Joy Shannon and the Beauty Marks
Mo Anam Cara
a2014_11_16_12_12_55_Immagine.jpg

Tracklist

  • 1. The Winds of Hel
  • 2. Samhain
  • 3. Midwinter Ghost
  • 4. Imbolc Invocation to Brighid
  • 5. Ostara Blodeuwedd
  • 6. The Fires of Beltaine
  • 7. Midsummer Witch Hunt
  • 8. Lughnasadh Maeve (the One who Intoxicates)
  • 9. Finduilas
  • 10. Mabon Airmid (Bring Back the Dead)

Genere

Varie

Etichetta

Autoprodotto

Voto

7 su 10

L’irish folk di Joy Shannon and the Beauty Marks richiama foreste incantate, dove tutto è tranquillo, quasi immoto nell’eternità. Mo Anam Cara (che in celtico significa ‘la mia anima gemella’) racconta la storia di lande antiche, solcate dai venti e dal sole pallido.

 

Esso narra dell’Irlanda e della Scozia, di questi posti magnifici ma selvaggi, conosciuti solo in superficie. Un grazioso canto quasi privo di melodia in alcuni punti, sostenuto da strumenti come l’arpa e il violoncello, ricordano per certi versi il The Memory of Trees di Enya, con la differenza che Mo Anam Cara è molto più introspettivo e intimo in alcune canzoni.

 

La voce di Joy Shannon è leggera ma il suo timbro vocale è ben delineato e si sposa bene con le composizioni delle canzoni, ispirate perlopiù alla mitologia pagana celtica e nordica e intessuta di riferimenti storici.

 

Un album diverso, immerso in un mondo che non esiste più ma che non smette di esercitare il suo fascino.