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recensioni04/09/2014A cura di: Vanessa Galati
Lightless Moor
Crying My Grief to a Feeble Dawn
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Tracklist

  • 1. The Lyric of the Journey
  • 2. Chained to a Dismal Chant
  • 3. Arabian Nights
  • 4. Cento respiri (Slave)
  • 5. Overwhelming Darkness
  • 6. Sacrifice
  • 7. The Lovers and the Forest
  • 8. Dark Side of our Souls

Genere

Metal

Etichetta

WormHoleDeath

Voto

9,5 su 10

Il gothic doom non è morto e “Crying My Grief to a Feeble Dawn” ce lo dimostra.

Non si sentiva più parlare di musica così dai tempi della fine dei famosissimi Theatre of Tragedy di Raymond Rohonyi e di Liv Kristine (passata poi ai Leaves Eyes) ma i Lightless Moor, originari della Sardegna, dimostrano che la speranza è davvero l'ultima a morire.

Quale amante del gothic non ricorda l'album “Velvet darkness they fear” dei Theatre of Tragedy oppure “Beyond the veil” dei Tristania? Il lavoro dei Lightless Moor rientra, a mio parere, tra i migliori del gothic doom conquistandosi il posto insieme ad altri gruppi (oltre ai due citati prima) come i bergamaschi Breathe One's Last, i vecchissimi The sins of thy beloved e i Levania, altra band gothic doom italiana.

Purtroppo essendo un genere divenuto ormai di nicchia questi gruppi sono poco conosciuti nella scena underground ma è giusto dare anche a loro visibilità.

Le otto tracce che compongono l'album sono tutte malinconiche e cupe, come legge di questo genere musicale vuole, oltre ad essere romantiche, dove la fanno da protagonista la cristallina voce di Ilaria Falchi e i riff potenti delle chitarre senza che necessitino di assoli o altri virtuosismi per esprimersi; alla voce di Ilaria si contrappone quella growl di Federico Mura, voce che risalta ancor di più quella femminile

Le tastiere, altro elemento fondamentale (e che non può mancare quasi mai) compongono melodie cupe, eteree, le quali fanno da sottofondo e sostengono tutto il resto.

“Crying My Grief to a Feeble Dawn” rappresenta un capolavoro musicale romantico che potrebbe ridare vita al gothic doom metal, lavoro eccellente.

Una piccola osservazione che vorrei fare: io avrei aggiunto qualche coro gregoriano come fecero i Tristania nei loro primi due album, elemento che renderebbe il tutto ancora più gothic.