Sezione Live Reports
Subsonica@ Palalottomatica -Roma
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07.04.2011 oggi i Subsonica fanno tappa al Palalottomatica di Roma. 

Se siete già stati ad un concerto dei Subsonica e pensate: "Bello, bravi, ma visto uno visti tutti" vi sbagliate di grosso, e lo dico qui nelle prime righe di questo articolo, se fanno tappa vicino a casa vostra fiondatevi a prendere il biglietto!

Ma torniamo a Roma, già dalle prime ore della giornata davanti al palazzetto comincia a formarsi un piccolo gruppo di fan che nelle ore seguenti avrà modo di cogiolarsi al sole, visto la caldissima giornata primaverile che la capitale regala, e scambiarsi opinioni e aspettative sul concerto che si terrà poche ore dopo.

Alle 19 si aprono i cancelli e una fiumana di gente fa irruzione nel Palalottomatica, il palco è completamente diverso da quello del tour precedente e anche la disposizione degli strumenti fa presagire che i cinque componenti non saranno più posizionati sulla stessa riga, come appunto accadeva nello scorso tour, posizionate sul palco inoltre 3 sculture in metallo: un albero, un serpente e un' istrice che richiamano alcune tracce del disco e i monitor e la batteria sono stati personalizzati con la stessa grafica della copertina dell'album.

Attorno le 21.30 si spengono finalmente le luci, illuminati da tre fasci di luce che richiamano la bandiera italiana, i cinque torinesi entrano in scena, il pezzo d'apertura è Prodotto interno lurido, che per la prima strofa viene suonato e cantanto di spalle.

Poi si scatena il delirio, la scaletta è ricca e da togliere il fiato, c'è spazio per pezzi storici come Colpo di pistola, Nuvole rapide, Aurora sogna, Tutti i miei sbagli, Depre e L'errore e grandi ritorni come Nicotina Groove e Non Identificato( anche se a metà). Più il tempo passa più il loro suono migliora, la voce di Samuel con gli anni è diventata più precisa  e versatile, passa da canzoni quasi sussurrate a pezzi dove la voce esplode quasi come un urlo con  una facilità incredibile, le mani di Boosta scivolano sulle sue tastiere come se non fossero state create per fare altro, Ninja, quasi fosse un metronomo umano, lascia a bocca aperta per l'energia e per quel suono spettacolare che riesce a produrre, le evoluzioni di Max  e Vicio rendono lo spettacolo davvero indimenticabile. Non sto parlando di uno spettacolo tecnicamente perfetto, per quello esistono i cd, ma di uno spettacolo vissuto, partecipato, con degli errori, perchè quelli ci stanno tutti e forse sono proprio quelli che contribuiscono all'unicità del concerto; sto parlando di cinque artisti che si regalano la proprio pubblico con tutta la forza e l'energia di cui sono capaci.

Ma i pezzi dove veramente mi hanno lasciato senza parole, forse perchè non li avevo mai sentiti prima dal vivo, sono quelli del nuovo disco: Il Diluvio credo riuscirebbe a far ballare anche un morto, l'energia sprigionata durante questo pezzo, sia sopra che sotto il palco penso non sia possibile descriverla a meno che non ci si sia trovati in mezzo a "quell ' ondata perfetta", La funzione che, nonostante il testo un pò cinico a me fa sempre un sacco ridere, dal vivo riesce a catapultarti con il suo suono un pò retrò almeno 10 anni indietro. Nell'introduzione di Eden viene fatta una richiesta particolare da parte di Boosta" al segnale del ragazzo che canta ballate tutti a caso, il più bravo vincerà il posto come coreografo del nostro prossimo video", mi sarebbe piaciuto avere una telecamera per filmare cosa si è creato durante quella canzone: 8500 corpi completamente fuori tempo che si muovevano felici. Durante il concerto c'è anche posto per la cover dei Dawn Penn No no no.

Sul Sole, che eleggo probabilmente la mia canzone preferita del nuovo album, dal vivo è veramente un piacere per le orecchie. Uno dei momenti più diverrtenti del concerto è sicuramente quando la band esegue ( se dico esegue sembra che che stia parlando di Sanremo?) uno dei pezzi di spicco della parte drum'n'bass del concerto Benzina Ogoshi, dove oltre alle risate per il testo esilarante si scatena anche un pogo selvaggio.

Dopo quasi due ore, e assenti illustri come Discolabirinto e Strade, si riaccendono le luci, e tra facce sconvolte e magliette bagnate vedo occhi che luccicano per lo spettacolo a cui hanno appena partecipato, dico partecipato perchè un concerto dei Subsonica non lo vai a vedere ma lo vivi.

Tra "il traffico d'anime" giusto per fare un'altra citazione, che esce dal palazzetto, vedo solo persone soddisfatte, felici, cariche,  questo è quello che regala un concerto di questa band torinese, che sa sempre rinnovarsi senza smettere di rispettare il tacito patto che è stato fatto tra loro e il pubblico che li segue.