Sezione recensioni
recensioni01/05/2014A cura di: Serena
Carcass
Surgical Steel
a2014_05_01_10_21_24_CarcassSurgicalSteel.png

Tracklist

  • 1. 1985
  • 2. Thrasher's Abbatoit
  • 3. Cadaver Pouch Conveyor System
  • 4. A Congelated Clot of Blood
  • 5. The Master Butcher's Apron
  • 6. Noncompliance To ASTM F899-
  • 7. Standard
  • 8. The Granulating Dark Satanic Mills
  • 9. Unfit For Human Consumption
  • 10. 3
  • 11. Grade Surgical Steel
  • 12. Carcass
  • 13. Mount Of Execution
  • 14. Intensive Battery Brooding

Genere

Metal

Etichetta

Nuclear Blast

Voto

9,5 su 10

Comincio subito a dire: siamo in ritardo. Surgical Steel, uno degli album più attesi del 2013 riceve solo ora il mio modesto parere. Non ne abbiate male, sono cose che capitano durante i cosiddetti ‘cambi della guardia’, tuttavia mi preme farvi notare che forse – e dico forse – non è poi così tanto male che ne scriva qualcosa adesso. Avete avuto il tempo di gustarlo, di digerirlo e di pensarci sopra? Ne avete soppesato ogni punto di forza e ogni caduta di stile? Bene. Ogni riff è stato sapientemente analizzato in almeno cinque modi diversi da quintali di carta stampata e molte altre pagine sparse per il web. Forum si sono paralizzati giorni e giorni su questo album, minacciando risse epocali in qualche locale malfamato sparso per la penisola (scherzo, dubito che questo potrà mai accadere). Insomma, si  è detto tutto quello che a pelle si poteva dire e poi la cosa è morta lì. Ed ecco che faccio capolino, sputasentenze del caso, a raccontarvi un po’ le mie impressioni, con la differenza però di non spoilerarvi niente, e anzi di avervi completamente pronti e partecipi a questo mio discorso.

 

Dicevamo: i Carcass sono morti, lunga vita ai Carcass. Ultimo lavoro del gruppo, Swansong, uscito nel 1996. Un buon successo dopo Heartwork, ma la magia un po’ è svanita. Dopo il nulla, fino al ritorno alle scene nel 2008, del trio Walker-Steer-Amott (con guest star Owen) che infiamma i palchi, e tante speranze. E infine, finalmente, il 13 settembre 2013 ecco Surgical Steel, nuovo di pacca.

 

Ma non è più la stessa cosa. Owen non fa più parte della line up e anche Amott decide di mollare, causa troppi impegni con i suoi Arch Enemy e Spiritual Beggars.  Che aspettarsi di questo nuovo album? E’ vero, Walker e Steer sono sempre dei mostri come musicisti, ma sono passati vent’anni e la vecchiaia la sentono un po’ tutti, si sa. Essendo innamorata da ormai lungo tempo di Heartwork la mia prima volontà fu quella di far finta che Surgical Steel non fosse mai uscito e pensare che i Carcass fossero ancora i ragazzini che erano negli anni ’90, ma il buonsenso e la curiosità hanno preso il sopravvento e l'ho ascoltato.

 

Ed ecco che arriva finalmente la parte importante di questa review: l’album. Surgical Steel è un grandissimo album, sia stilisticamente che a livello di produzione. Non me lo sarei aspettato ai livelli di Heartwork (mancava un Amott alla chitarra, insomma) eppure eccolo qui, melodico tanto basta per coinvolgere, con una punta di thrash alla vecchia maniera dei Carcass per rimarcare i punti più salienti delle varie canzoni. Mai noioso, costruito bene e con livelli compositivi eccellenti, pensato e ripensato in ogni suo punto per stupire e nello stesso tempo richiamare alla mente il sound della band delle origini, di cui fan nostalgici ancora sperano di rivedere infiammanti nei vari live (e li rivedranno, lo posso assicurare).

 

Nessuna delusione su quest’album, a parte le mancanze ‘famose’ della line-up. Da riascoltare e riascoltare per accorgersi di tutte le sfumature tecniche presenti e per divertirsi (perché no?) a trovare tutte le differenze nei Carcass di prima e dopo ‘il grande silenzio’. Perché una cosa è certa: l’età passa per tutti, ma sta alle persone decidere di arenarsi su lidi sicuri o trarne vantaggio per crescere, personalmente o musicalmente. I Carcass hanno scelto la seconda strada, e Surgical Steel ne è il fantastico risultato.