Sezione recensioni
recensioni23/03/2014A cura di: Serena
A.A.V.V
Underworld: Invasion pt. 1
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Genere

Rock

Voto

6,5 su 10

Oggi lasciamo un po’ di spazio all’ottima iniziativa di Gabriele Bellini di raccogliere in una compilation alcune delle band più promettenti della penisola. Dopo Collision (primo esperimento dell’Underworld Collection) esce al pubblico Invasion pt.1, con l’arduo compito di promuovere nuove sonorità in un paese dove ormai pochi sembrano possedere una cultura musicale.

La compilation è piuttosto varia nei generi pertanto sarebbe scorretto dare un parere uniforme su tutto il lavoro; un’analisi puntuale delle band potrà dare una panoramica più coerente evidenziando punti di forza e di debolezza di ogni progetto, cogliendone le diverse caratteristiche.

Cominciamo con i modenesi Grave of Nosgoth di cui ascoltiamo gli estratti dal loro ultimo album. Il loro death melodico è suonato bene, è piuttosto coinvolgente (specialmente nelle parti di chitarra) e mantiene un certo livello qualitativo durante tutto il pezzo. Sebbene tecnicamente molto preparati si mantengono a delle velocità piuttosto moderate per il genere, cosa che secondo me li penalizza in certi momenti.

I No One Cares propongono una sorta di nu metal piuttosto ripetitivo con liriche in italiano e in inglese, testi che non mostrano una particolare propensione alla creatività più sfrenata ma sicuramente orecchiabili, che restano in testa. Niente di nuovo sotto il sole degli anni ’90 anche se Lymphoma salva capra e cavoli col suo sound oscuro e potente e la linea vocale trascinata e piuttosto incazzata.

Molto più interessanti mi appaiono i Planters Punch, con la voce di Francesca che mi ricorda, in qualche maniera, la Meg dei 99 Posse. Un rock morbido, elaborato e atmosferico, sentito e ricercato, come difficilmente si sente sui normali canali di distribuzione musicali. C’è un notevole lavoro di composizione nei due pezzi presentati, anche a livello di produzione, e questo ripaga specialmente per quanto riguarda Trame di Seta, ottimo singolo che potrà portarli facilmente ad alte vette.

Tralascio i brani degli Heretic’s Dream, già ampiamente discussi nella recensione del loro Ep, e concludo facendo gli auguri al progetto Underworld, che possa continuare nel suo intento conquistando un pubblico sempre più vasto.