Sezione recensioni
recensioni02/11/2013A cura di: Serena
Fit for an Autopsy
Hellbound
a2013_11_02_04_56_01_FitForAnAutopsy_Hellbound.jpg

Tracklist

  • 1. The Great Gift Of The World
  • 2. Still We Destroy
  • 3. Thank You Budd Dwyer
  • 4. Do You See Him
  • 5. Tremors
  • 6. Dead In The Dirt
  • 7. There Is Nothing Here Worth Keeping
  • 8. Mother Of The Year
  • 9. Children Of The Corn Syrup
  • 10. The Travelers

Genere

Metal

Etichetta

Steamhammer/SPV

Voto

8,5 su 10

Nella commistione dei generi si è ormai completamente definito e stabilizzato nei suoi canoni uno di quelli più estremi dell’odierna decade: il deathcore prende ciò che di più violento e malato sia mai esistito dal rivoluzionario hardcore punk e dall’ormai ancor più anziano death metal. Sebbene vi siano band che ancora cercano di riplasmarne il modello con inserti di natura progressive (come i francesi Gojira) è ormai indiscusso il posto che questo ha preso nel più ampio panorama metal.

 

I Fit for an Autopsy non fanno nient’altro che rimarcare l’appartenenza a questo senza rappresentare particolari stravolgimenti nel sound, ma nonostante tutto li trovo parecchio interessanti. Una naturale apertura ai temi più scottanti in circolazione – dittature economiche, distruzione dell’ecosistema mondiale, guerre di religione - e una musica che ti lacera a ogni ascolto, minuto dopo minuto, permette di apprezzare interamente la proposta del gruppo americano, Hellbound, non priva di spunti interessanti e di varie  influenze (dai veterani Morbid Angel ai giovanissimi Whitechapel). Nessuna copiatura, nessun inganno: vero deathcore 100% capace di far provare emozioni violentissime e far aprire gli occhi su un mondo in declino.