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recensioni24/03/2013A cura di: Serena
Hypocrisy
End of Disclosure
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Tracklist

  • 1. End of Disclosure
  • 2. Tales Of Thy Spineless
  • 3. The Eye
  • 4. United We Fall
  • 5.
  • 6. Double Zero
  • 7. Hell Is Where I Stay
  • 8. Soldier of Fortune
  • 9. When Death Calls
  • 10. The Return

Genere

Metal

Etichetta

Nuclear Blast

Sito Ufficiale

www.hypocrisy.cc

Voto

8,5 su 10

In un periodo in cui la crisi delle istituzioni, che regolano le nostre vite e permettono l’esistenza dell’odierna società nel rispetto delle libertà individuali, si fa sempre più marcata per divenire un problema quasi generazionale, gli Hypocrisy si fanno promotori, con End of Disclosure, di un disagio latente che permea la società occidentale. Dopo una lunga attesa dall’ultimo full-lenght (e dopo una compilation e un DVD) una certa aspettativa è d’obbligo nei confronti del combo svedese, specialmente a fronte dei vent’anni e passa di presenza su una delle scene più prolifiche d’Europa, appunto quella svedese. Il disco non delude, state pur tranquilli: il buon vecchio death melodico che negli ultimi lavori ha contraddistinto il combo nel loro decennale mutamento rende quest’album un’ottima prova della loro incrollabile bravura.

 

Nelle nove tracce che lo compongono s’indaga su argomenti sensibili e per lo più poco percepiti dall’opinione pubblica (cospirazione e società segrete, per intenderci), analizzando le strutture che inesorabilmente tendono a ingabbiarci, dando una visione molto pessimistica della realtà che ci circonda. L’album è dimostrazione della ricchezza compositiva e della maturità raggiunta dal gruppo, in particolare per due canzoni: End of Disclosure, title-track dell’album e primo singolo, malinconica e dilaniante nel suo ritornello, messaggero di una realtà senza speranza, e 44 Double Zero, dove la rabbia della disperazione si legano magnificamente all’idea di distruzione umana universale.

 

End of Disclosure rimane quindi un’opera valida nella discografia di un gruppo fondamentale nel genere, poiché oltre a non deludere nel sound si dimostra interessante nello sviluppo di alcune tematiche particolari: l’idea di essere sempre più controllati da una dittatura inafferrabile e indistruttibile.