Sezione Live Reports
Amici di Piero @Cacao
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Il concerto benefico Amici di Piero, è da anni un evento imperdibile  della stagione autunnale torinese, imperdibile per due ragioni principalmente: il ricavato della serata è totalmente devoluto alla fondazione Caterina Farassino, nata a ricordo della giovane fotografa del rock torinese scomparsa qualche anno fa; inoltre, questo è uno dei pochi eventi dove si ha la possibilità di ascoltare una serie di gruppi che raramente suonano sullo stesso palco, e diciamocelo, ascoltare buona musica e fare una buona azione non ci dispiace per nulla.

Il Cacao, locale all’aperto dove si svolge l’evento, mi da sempre la stessa sensazione di tranquillità e rilassatezza, appoggiati al bancone del bar, seduti sugli scalini o ai tavolini puoi vedere di tutto, fan di qualche band che sta per esibirsi con gli occhi che luccicano, musicisti e cantanti che chiacchierano, giornalisti, tecnici o habitué del locale che magari non sanno nemmeno cosa ci sia in programma quella sera, gironzolo per un po’ tra questa “fauna umana”, qualcuno lo riconosco, qualcuno mi incuriosisce, poi vado a posizionarmi sotto il palco da dove mi godrò tutto il concerto.

Un’altra cosa bella di questa serata è che tutti i musicisti che si esibiscono durante la serata lo fanno gratuitamente, alla pari, senza gerarchie e diritti di precedenza.

I primi a salire sul palco sono i Dot Vibes che con le loro atmosfere indie e la calda voce di Estel Luz riescono immediatamente a coinvolgere tutto il pubblico, li seguono i Ball and chains con il loro rock ‘n roll anni ’60.

Tra un cambio palco e un altro il pubblico è piacevolmente intrattenuto da Mao e dai Santabarba.

E’ la volta poi della Soulful Orchestra, gruppo che vede tra i suoi componenti Naska degli Statuto e Cato dei Bluebeaters, ogni volta che mi capita di sentirli rimango sempre più impressionata, Maya Giglio, la cantante, ha una voce in grado di arrivarti fino al cuore, la pelle d’oca è assicurata e lo spettacolo garantito.

Tocca poi ai rombanti Medusa, Diegone e compagni sanno regalare attimi di puro divertimento al pubblico presente, li segue Luca Morino dei Mau Mau con il progetto Morinomigrante.

Dopo sei anni di assenza dal palco torinese, quest’anno salgono sul palco gli Statuto, che per un attimo ci trasportano tutti indietro di almeno 10 anni, dopo di loro i Linea77 nel bel mezzo del loro tour “Tanto peggio per i fatti” e qui si scatena il delirio, le transenne non reggono più, il pubblico diventa un unico grande ammasso di corpi che si muove insieme, tutto molto rock devo dire.

Ci si tranquillizza un po’, ma neanche troppo, con le atmosfere reggae  degli Africa United reduci dal loro tour Rootz, si prosegue sullo stesso tema con il primo gruppo “straniero” della serata, i Casinò Royale, che regalano ai presenti un’ anteprima del nuovo album e qualche pezzo storico.

E’ la volta dei torinesissimi Fratelli di Soledad, una cosa che mi ha sempre colpito di questa formazione è che da i loro occhi e dai loro atteggiamenti traspare l’affetto che provano l’uno per l’altro, dal palco viene lanciata anche l’iniziativa per portare la band ad esibirsi sul palco del Primo Maggio a Roma.

Salgono poi sul palco gli acclamatissimi Subsonica,sarò estremamente sincera, questa sera non mi hanno convito del tutto, sono una grande fan di questa band e consiglio sempre di andare almeno una volta a vedere un loro live, ma la carica e il coinvolgimento che di solito assicurano oggi era ben al di sotto delle aspettative, succede.

A seguire il secondo gruppo straniero, almeno per alcuni dei componenti, della serata, Giuliano Palma & Bluebeaters, il pubblico non riesce a stare fermo si canta e si balla senza sosta per i trenta minuti di esibizione, due ospiti a sorpresa si alternano sul palco, Samuel dei Subsonica che interpreta Un grande sole, e la osannata Nina Zilli che oltre al pezzo 50mila duetta con Giuliano sulla cover di Gino Paoli Che cosa c’è, uno spettacolo, non ci sono altre parole per descriverlo.

Chiudono la serata, i Motel Connection che con il loro sound forse un po’ stonano con il clima del concerto, la maggior parte del pubblico però sembra gradire questa impennata elettronica.

Uscendo dal Cacao alla fine di questa maratona non stop di musica del vivo, ho la sensazione di aver partecipato a qualcosa di bello, un gruppo di amici che si riunisce per ricordare chi purtroppo non c’è più e fare qualcosa di buono, bella storia.