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recensioni29/04/2012A cura di: Serena
Lahmia
Into The Abyss
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Tracklist

  • 1. Drag Me to Hell
  • 2. Nightfall
  • 3. Silent Through the Screaming Crowd
  • 4. The Tunnel
  • 5. Into the Abyss
  • 6. Glass Eyed Child
  • 7. Grinding Dreams
  • 8. Strength from My Wounds
  • 9. My Crown
  • 10. Ab Aeterno

Genere

Metal

Etichetta

Bakerteam Records

Sito Ufficiale

http://www.lahmia.com/

Voto

9 su 10

 

Siamo sinceri: quanti gruppi emergenti avete ascoltato nella vostra carriera di metalheads? Gruppi assolutamente ignorati dal mainstream, intendo. Io francamente ho perso il conto. Quanti di coloro che avete ascoltato sono stati degni del tempo che avete speso per sentirli, dall'inizio alla fine? Un paio? Una decina? Diciamolo: i gruppi che ingiustamente rimangono nell'ombra sono molti di meno di quelli che ingiustamente riescono a uscire allo scoperto, magari anche con un buon contratto. Fortunatamente i capitolini Lahmia sono stati ricompensati firmando con la Bakerteam Records per il buonissimo "Into the Abyss" . Con un produttore di tutto rispetto (Giuseppe Orlando, i cui Novembre io ritengo siano una delle migliori band della scena italiana, ma anche europea) e una solida esperienza maturata fin dal 2007 il gruppo in questione si accinge a dare prova di coraggio, unendo alla velocità del death le note oscure del doom in un disco che nonostante tutto mantiene una sua singolare uniformità compositiva.

 

Il frontman Francesco Amerise mostra una versalità vocale degna dei più grandi gruppi del genere, mai carente né negli stili più estremi né in quelli più tradizionali, e si rende capace di miscelarli alla situazione compositiva di ogni pezzo. Le canzoni hanno un qualcosa tale per cui si richiamano a vicenda ma senza mai sembrare fatte con lo stampino. Sicuramente rendono unico il sound dei Lahmia, ricco di chitarre le cui melodie si mostrano a tratti speranzose a tratti cupe e violente. Da segnalare "My Crown", la cui drammaticità è palpabile fin dalle prime note, e dove il gruppo si mostra capace di uscire dal canone death per esplorare diversi tipi di sonorità, senza risultare mai banale. In sintesi, un lavoro eccellente sia nella produzione che nelle idee, che non delude.