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recensioni14/04/2012A cura di: Serena
Desultor
Masters of Hate
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Tracklist

  • 1. Chapter
  • 2. New Era
  • 3. Black Monday
  • 4. Another World
  • 5. Denied
  • 6. Division Insane
  • 7. Chapter
  • 8. The Phoenix
  • 9. And So We Bleed…
  • 10. The Luxury of Pain
  • 11. Caged
  • 12. Masters of Hate
  • 13. The End

Genere

Metal

Etichetta

Abyss Records

Voto

6 su 10

 

Sarà che siamo in periodo di recessione, sarà che mp3 e downloads illegali hanno rovinato la piazza al buon vecchio cd, sta di fatto che la tendenza generale delle etichette sembra sia quella di rischiare il meno possibile con prodotti che rasentano la clonazione. Trovare quindi un gruppo (anzi un duo), come gli svedesi Desultor, che fa qualcosa di diverso mi ha stupito molto.

 

La loro particolarità? Prendete un qualsiasi disco melodic death dei fine anni novanta e aggiungetemi la voce del cantante degli Edguy (o di un qualsiasi altro cantante power metal). Azzardato? Molto. Efficace? A mio parere, no. Voglio dire, lungi da me criticare tale scelta, che nella sua idea primitiva può essere anche da lodare, ma "Masters of Hate" non ce la fa. La voce di per sè è incisiva ma lascia il tempo che trova: cosa sono quegli urli stile Strapping Young Lad messi qua è la' giusto per interrompere la sempiterna litania in clean? E non mi convincono neanche tanto le linee di voce inserite nel resto della composizione: nonostante siano armonizzate fra loro non trovo un unione fra di esse, sembra che ogni parte vada per i fatti suoi. Per quanto riguarda la composizione musicale, niente di nuovo da quei gruppi citati sopra. Pure gli assoli sono conditi con la stessa salsa alla Arch

 


Enemy e At The Gates, e tra l'altro privi di qualsivoglia spettacolarità (l'unico assolo un minimo degno di nota è presente in "And So We Bleed"). E infine, come non nominare l'ONNIPRESENTE doppio a 1000 bpm? Dopo un po' stanca. Questo album mi lascia molto perplessa e mi fa assegnare loro una tirata sufficienza. Ma non escludo che, maturati in modo tale da trovare il giusto mix di soluzioni "innovative", possano diventare il prossimo fenomeno di massa del death melodico dei giorni nostri.