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recensioni23/02/2012A cura di: Daria
Teatro degli Orrori
Il Mondo Nuovo
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Tracklist

  • 1. Rivendico
  • 2. Io cerco te
  • 3. Non vedo l'ora
  • 4. Skopje
  • 5. Gli Stai Uniti d'Africa
  • 6. Cleveland – Baghdad
  • 7. Martino
  • 8. Cuore d'Oceano
  • 9. Ion
  • 10. Monica
  • 11. Pablo
  • 12. Nicolaj
  • 13. Dimmi addio
  • 14. Doris
  • 15. Adrian
  • 16. Vivere e morire a Treviso

Genere

Varie

Etichetta

La Tempesta dischi

Voto

9 su 10

Finalmente dopo A sangue freddo tornano il Teatro degli Orrori con l'ultimo lavoro Il Mondo Nuovo, dico finalmente perchè questa band nata dalla costola degli One Dimensional Man, è a mio parere una delle poche e vere band rock italiane. Settantacinque minuti, sedici storie, dove Capovilla e soci ci mostrano uno spaccato della società odierna, con l'onestà e la sfrontatezza che li ha contraddistinti fin dal primo lavoro.

 

Un concept album, dunque, costituito da sedici istantanee che sono tutte piccole biografie: storie di emigrazione e di migranti, narrate nella loro intimità, che le rende così simili alla vita di chi non emigra, di chi resta, ma comunque combatte la battaglia della vita, della propria esistenza. 

Come è consuetudine de Il Teatro degli Orrori, sono presenti numerose citazioni letterarie nei testi delle canzoni: in Martino, ad esempio, si snodano disarticolati e decontestualizzati, i versi de Il Compagno, di Esenin; in Pablo, una famosa pagina di Céline da Viaggio al Termine della Notte incontra Stratanovskij; in Skopje,la vita di un migrante macedone a Marghera, viene raccontata anche attraverso i versi di Brodskij. Infine in Adrian il sicario, scritta insieme all'amico Marco Catone, che grazie al Rimbaud di Sangue Cattivo sembra un affresco horror delle mafie che si impadroniscono dell'esistenza di giovani sbandati in cerca di gloria e denaro;  una vera interruzione temporale dove gli archi delineano un’atmosfera cupa in cui la voce di tenebra di Capovilla trova terreno fertile per una delle sue narrazioni sull’orrore quotidiano che sembra così lontano dai nostri occhi e dal nostro cuore . Doris è invece una rivisitazione dell'omonima canzone degli Shellac, "trascinata" nel "qui ed ora": non una cover, sia ben inteso, piuttosto un omaggio.

Nota di merito, non che mio pezzo preferito dell'album, a Io cerco te, che aveva anticipato l'uscita del disco, un pezzo da ascoltare ad alto volume per goderne a pieno. Particolarità, che farà sicuramente storcere il naso ai "puristi", è l'inserimento ne Gli Stati Uniti d' Africa, di strumenti e parti cantate che rimandano proprio alla cultura africana. Cuore d'Oceano, vede la collaborazione di Caparezza, mescola il rap rabbioso, il rock e l'elettronica, e rappresenta uno dei punti più alti del disco

Il Teatro degli Orrori riesce a dire cose che sapevi benissimo ma con parole che tu non avresti mai usato, ti regala un lessico per interpretare la realtà, grazie Teatro!