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recensioni02/02/2012A cura di: Daria
Arancioni Meccanici
Arancioni Meccanici
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Tracklist

  • 1. Mala tempora
  • 2. Tomorrow
  • 3. La Minaccia Rossa
  • 4. Love
  • 5. Ti Porto Fuori A Cena
  • 6. Caravan Of Love
  • 7. Reggae
  • 8. Tumbling Heart
  • 9. Automation For The People
  • 10. Uomini Macchine

Genere

Varie

Etichetta

Vitelloni Records

Voto

7,5 su 10

E' uscito da qualche mese l'album omonimo degli Arancioni Meccanici; per questo lavoro la band si è avvalsa di due imminenti figure del panorama rock italiano: Livio Magnini (Bluvertigo) e Giulio Favero (ex Teatro degli Orrori). Apre il disco "Mala Tempora": un pezzo fortemente rock con dei chiari richiami ai Sex Pistols e alla loro "God Save The Queen"; cambia registro "Tomorrow"  più fumosa e psichedelica. "La Minaccia Rossa" per l'orecchiabilità e il testo ricchissimo di parole sembra quasi un brano di Rino Gaetano "sporcato" però da chitarre rock energiche e prepotenti. Cambia di nuovo la quarta traccia del disco "Love": una ballata romantica e ammaliante. Si arriva poi al brano che preferisco "Ti Porto Fuori A Cena": un pezzo che strizza l'occhio allo swing, divertente scanzonato, orecchiabile, cantato con una "r" che richiama una pronuncia fintamente inglese, un gioiellino all'interno delle dieci tracce che compongono il disco. "Caravan Of Love" segue la scia del brano precedente richiamando le sonorità anni '60 e i ritmi gitani, con cori che richiamano le vecchie band italiane di quegli anni. Siamo ormai oltre alla metà del disco e pensiamo di aver già sentito tutto, che gli Arancioni Meccanici non abbiano più cartucce da sparare, e invece, con "Raggae" riescono a stupirci ancora, un brano psichedelico e affascinante; "Tumbling Heart" mescola insieme inglese e italiano, una traccia non riuscitissima, forse un po' confusionaria e senza una propria identità. Ma gli Arancioni Meccanici si riprendono subito, "Automation For The People" è una song decisamente rock dove viene lasciato parecchio spazio alle evoluzioni delle chitarre elettriche. La canzone che chiude il disco "Uomini Macchine" sfiora sonorità heavy metal, nel testo si immagina di far ripartire dal nulla la società lobotomizzata che ci sta distruggendo, sostituendo le macchine con gli uomini. Nel complesso un buon disco, forse non del tutto aderente alla presentazione che ne fa il gruppo: "Il disco d’esordio degli Arancioni Meccanici è la colonna sonora immaginaria per un brindisi con Stanley Kubrick e Mario Monicelli” ma comunque un buon lavoro.