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recensioni08/01/2012A cura di: Daria
Tom Waits
Bad as me
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Tracklist

  • 1. Chicago
  • 2. Raised Right Men
  • 3. Talking At The Same Time
  • 4. Get Lost
  • 5. Face To The Highway
  • 6. Pay Me
  • 7. Back In The Crowd
  • 8. Bad As Me
  • 9. Kiss me
  • 10. Satisfied
  • 11. Last Leaf
  • 12. Hell Broke Luce
  • 13. New Year's Eve

Genere

Varie

Etichetta

Anti

Sito Ufficiale

http://badasme.com/

Voto

9,5 su 10

 

Ho sempre adorato Tom Waits, la sua voce roca, l’atmosfera  da ore piccole al bancone di un bar, ma un bar malfamato frequentato da sconfitti e disperati che solo nei suoi dischi si riesce a percepire con tanta chiarezza ma anche la sua poesia, quella fusione di miele e ruggine così caratteristica dei suoi lavori.

Bad as me che segna il ritorno di Waits dopo sette anni di silenzio è un capolavoro, non ci sono altre parole per descriverlo,un disco da ascoltare e riascoltare senza stancarsi mai. Il blues allucinato e luciferino di Chicago pezzo che apre il disco ci riporta subito alle atmosfere bislacche e fumose a cui ci aveva abituato Waits, assieme a Raised Right Men e Talking At The Same Time che lo seguono forma una triade da brividi che lascia già intravedere la varietà e la bellezza di questo disco. Piccola pausa jazz’n’roll con Get Lost , si torna poi alle ballate da brividi in cui Waits è da sempre maestro come Face to the highway che apre la strada alla romantica Back in the Crowwd e la squisitamente retrò, il fruscio di vinile in sottofondo è una chicca non da poco, Kiss me:contrabbasso in primo piano, chitarra e poi piano in lontananza, la sua voce “Kiss me, kiss me like a stranger once again” meraviglia e poesia allo stato puro. Prima di Kiss me, Tom ci vuole dare una scossa ed ecco comparire la title track dell’album  Bad as me terrificante e inquietante con le sue brevi strofe parlate che sembrano arrivare direttamente dall’inferno.

Segue un omaggio ai Rolling Stones, Satisfied, dove Waits cita direttamente Jagger e il suo alter ego. Canzone che non a caso precede il duetto con Keith Richards in Last Leaf, che facendo da controcanto a Waits con la sua voce roca e spezzata regala uno dei momenti migliori dell’album. Hell Broke Luce è il penultimo cavernoso pezzo che tra urla e spari si dissolve nella languida morbidezza corale di  New Year's Eve finale emozionante di un disco che non si può dimenticare.