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recensioni26/04/2011A cura di: Daria
Daniele Silvestri
Scotch
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Tracklist

  • 1. Le Navi
  • 2. Sornione
  • 3. Cos'è sta storia qua
  • 4. Fifty - Fifty
  • 5. Acqua stagnante
  • 6. Precario è il mondo
  • 7. La chatta
  • 8. Io non mi sento italiano
  • 9. Monito(r)
  • 10. Ma che discorsi
  • 11. Acqua che scorre
  • 12. Lo Scotch
  • 13. L'appello
  • 14. In un'ora soltanto
  • 15. Questo paese

Genere

Pop

Etichetta

Sony Music

Voto

9 su 10

 

S.c.o.t.c.h. è l'ultimo lavoro di Daniele Silvestri, nome enigmatico che si presta a molti acronimi come lo stesso cantautore ci fa notare divertendosi ad inserirne alcuni nel libretto contenuto nel cd. Un disco nato dopo un silenzio di quattro anni, dove Silvestri ha potuto raccogliere sentimenti e idee per riversarli poi in queste 15 tracce .Un lavoro che lo ha portato a scrivere numerose canzoni e compiere anche una pesante scrematura. Lo stesso Daniele spiega così la fase di preparazione del disco: “Per fortuna ho potuto lavorare con i tempi necessari. Ho scritto più di 30 canzoni ed il lavoro più difficile è stato proprio quello di selezione, finito solo nelle ultime settimane” – e continua dicendo – “Inevitabile che guardandomi intorno in questi ultimi anni sia stato colpito dall’attualità, spero però di non esserne rimasto schiacciato. Ma non posso negare una visione amara del nostro Paese”.Il brano “Lo scotch” con le voci recitanti di Peppe Servillo e Andrea Camilleri, è la chiave di lettura del disco. La canzone è informe e stracolma di cose, l’immagine del mondo che abbiamo intorno fatto di cose molto precarie, aggiustato alla buona, come un pezzo di scotch appiccicaticcio incapace di farci vedere un futuro. Il disco presenta una lunga fila di ospiti, Nicolò Fabi che duetta con Silvestri in Sornione, una delle mie canzoni preferite del disco, Gino Paoli che interpreta una rivisitazione del suo brano La gatta in La Chatta, Diego Mancino e Bunna degli Africa United , solo per citarne alcuni.

Ma in questo disco, oltre alla consapevolezza del mondo che ci circonda c’è anche tanta ironia, quell’ironia a cui Silvestri nei suoi precedenti lavori ci ha abituato.

Nota di merito spetta anche al Brano Le navi, che apre il disco, un pezzo piano e voce davvero molto suggestivo.

Nonostante l’alternarsi di generi, il disco suona omogeneo, sia che Daniele si cimenti in una ballata malinconica  (Sornione, appunto), sia che giochi con suoni retrò, come nella bella e azzeccata rilettura di Io non mi sento italiano di Giorgio Gaber, pezzo più che mai attuale.

Un disco da ascoltare tutto d’un fiato, Daniele, quanto ci sei mancato!