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recensioni10/11/2010A cura di: Daria
Massimo Volume
Cattive abitudini
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Tracklist

  • 1. Robert Lowell
  • 2. Coney Island
  • 3. Le nostre ore contate
  • 4. Litio
  • 5. Tra la sabbia dell' oceano
  • 6. Avevi fretta di andartene
  • 7. La bellezza violata
  • 8. Invito al massacro
  • 9. Mi piacerebbe ogni tanto averti qui
  • 10. Fausto
  • 11. Via Vasco de Gama
  • 12. In un mondo dopo il mondo

Genere

Pop

Etichetta

La tempesta

Voto

8,5 su 10

 

Tornano dopo quasi dieci anni di silenzio i Massimo Volume e il loro disco Cattive abitudini è un ritorno con il botto.Un album realizzato alla vecchia maniera, niente computer, solo  registrazioni dal vivo in studio.Le due chitarre, quelle di Stefano Pilia e  Eagle Sommacal  e la batteria secca di Vittoria Burattini accompagnano e si fondono perfettamente con la voce di Emidio Clementi. Le dodici tracce di questo nuovo lavoro sono una vita raccontata, una vita descritta in musica.Questo è un disco che fa riflettere, pone domande sulla vita, i testi parlano di personaggi più o meno noti, sconfitti e delusi in cui ognuno può vedere la sua storia personale.Sezioni ritmiche fluide, basso sapientemente usato da Clementi, splendide chitarre che sanno passare con facilità da sonorità blues, come nella bellissima Mi piacerebbe ogni tanto averti qui, a impetuose scariche rock. Se la partenza del disco graffiante e sperimentale di Robert Lowell sembra far presagire un album rabbioso, le undici tracce che la seguono sanno sorprendere e incantare chi le ascolta, ognuna ha la sua bellezza e la sua particolarità.Cattive abitudini è di sicuro un disco popolato: di personaggi, di citazioni, di luoghi. Ossessionato dal tempo, attaccato al presente, è un disco che ha fretta, anche nei suoi momenti più dilatati. Il paesaggio che crea è un paesaggio mosso, urbano e domestico, di grandi spazi ed esili coatti: il nostro monotono sublime come scrive Robert Lowell, racchiudendo in una sola frase (troppo bella per non essere rubata) il senso di continua scoperta che ci riserva la quotidianità.  "La musica e le parole prendono il sopravvento sulle intenzioni, seguono una strada tutta loro, affascinante e rischiosa, lasciandoci ogni volta nel dubbio che ciò che siamo riusciti a dire fosse ciò che avevamo da dire"