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recensioni22/04/2010A cura di: Daria
Zibba Almalibre
Una cura per il freddo
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Tracklist

  • 1. 01.Mahllamore
  • 2. 02.Ordine e Gioia
  • 3. 03.Una parola, illumina
  • 4. 04.La Saga di Antonio
  • 5. AMMami
  • 6. Dauntaun
  • 7. Bon Voyage
  • 8. Scalinata Donegaro
  • 9. L’odore dei treni
  • 10. Soffia leggero
  • 11. Rockenrol
  • 12. Tutto č casa mia/Soffia leggero Swing reprise
  • 13. Una parte di te
  • 14. Quattro notti
  • 15. Dove Vanno a Riposare le Api

Genere

Pop

Etichetta

Volume Records

Sito Ufficiale

www.zibba.it

Voto

8 1/2

“Un cappello, un bicchiere di vino, una donna sotto le coperte, l’abbraccio di un amico. Tutte cure per il freddo, che sia quello dell’anima o il freddo vero portato dal vento. Nonché il complimento più frequente che i fan scrivono alla band: “la vostra musica scalda il cuore”Questo leggo nella presentazione del disco, questo quello che si cela dietro il titolo “Una cura per il freddo”terzo lavoro in studio del ligure Zibba e della band Almalibre.

Quindici tracce che restituiscono alla musica il suo compito primario: emozionare.

Un disco completo , fatto di testi curati e originali, talvolta ironici altre molto riflessivi che vengono esaltati anche dalla bravura dei musicisti che hanno collaborato a questo album.

Il disco comincia in modo ironico con il pezzo Mahllamore ; un brano dalle sonorità ska dove la chitarra di Zibba e un sax tenore la fanno da padroni. Si prosegue con Ordine e gioia un pezzo brevissimo con un pianoforte che regala attimi di assoluta poesia, Una parola, illumina invece è un perfetto mix jazz reggae ipnotico. In Dauntaun sentiamo dieci musicisti che interpretano un lungo brano che in origine doveva essere un omaggio a Tom Waits ma che poi è sfuggito di mano, e dalle rive del Mississippi si arriva ai getti dove nascono le rime rap.

Scalinata Donegaro è un blues acustico quasi sussurrato, Soffia leggero una ballata malinconica che per certi tratti mi ha ricordato un po’ Vinicio, l’atmosfera cambia subito con il brano che la segue Rockenrol che, come da titolo il brano più rock del disco e per stessa ammissione di Zibba “non c’entra niente con il disco” apparentemente ,aggiungo io.

Ma torniamo subito alle atmosfere jazz con la bellissima Tutto è casa mia che ha nel finale la rivisitazione in chiave jazz appunto, del tema di Soffia leggero.

Il viaggio in cui Zibba ci ha condotto fino a qui con il pezzo Quattro notti ci porta in Irlanda:cornamuse violini e flauti, un pezzo tutto da ballare, un pezzo da viaggiatori.

Una cura per il freddo si chiude con un brano molto intimo Dove vanno a riposare le api, quasi un abbraccio che Zibba regala a chi ha cercato nelle quindici tracce la sua personalissima cura contro il freddo e che sono sicura, qualunque sia il tipo di freddo che ognuno ha nella sua vita, almeno in questa ora di musica è stato scacciato.

 

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