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recensioni20/04/2010A cura di: Daria
Gorillaz
Plastic Beach
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Tracklist

  • 1. Orchestral intro'
  • 2. Welcome to the world of the plastic beach
  • 3. White flag
  • 4. Rhinestone eyes
  • 5. Stylo
  • 6. Superfast jellyfish
  • 7. Empire ants
  • 8. Glitter freeze
  • 9. Some kind of nature
  • 10. On melancholy hill
  • 11. Broken
  • 12. Sweepstakes
  • 13. Plastic beach
  • 14. To binge
  • 15. Cloud of unknowing
  • 16. Pirate jet

Genere

Pop

Etichetta

Parlophone/ EMI

Sito Ufficiale

http://gorillaz.com

Voto

9 su 10

 

Plastic Beach è il disco che a cinque anni di distanza dall’acclamatissimo Demon days segna il ritorno dei Gorillaz, progetto parallelo dell’eclettico Damon Albarn.“Plastic Beach non è un disco «verde». Non è un giudizio sul mondo. E' solo una fotografia, un altro luogo, un altro modo di vedere la Terra. Questa è la colonna sonora di tutto ciò” così ha presentato il disco 2D (l’alterego di Albarn).La caratteristica dei Gorillaz è sempre stata quella di mescolare generi diversi con grande maestria; questo album suona indubbiamente pop, nel senso più letterale del termine ossia di un’unione di suoni, immagini e colori, che svuota ogni genere musicale del suo contenuto e lo rende fruibile a tutti, in ogni momento. Pop dicevamo, ma come è caratteristico dei Gorillaz  un pop con forti influenze di hip hop ed elettroniche; la lista degli ospiti illustri che compaiono in questo disco è da capogiro: Snopp Dogg, Lou Reed, Mos Def, Martina Topley-Bird e gli ex Clash Mick Jones & Paul Simonon, giusto per citarne alcuni. Il primo singolo estratto dall’album Stylo è decisamente un capolavoro con un basso che si fatica a dimenticare. Ma sulla  spiaggia di plastica, compaiono anche orchestre tridimensionali (Rhinestone Eyes), raffiche di coltellate synthetico-compulsive (Glitter Freeze) e sfaccettature trasversali di acid jazz alla Thievery Corporation (Empire Ants, To Binge).On melancholy hill è un pezzo pop leggero e solare che crea una splendida coppia di opposti con Broken, elettronica malinconica e sognante. Sweepstakes torna al black con il leggendario rapper Mos Def come MC, la title-track vede ospiti gli ex Clash Mick Jones e Paul Simonon (che Damon conobbe per The God, The Bad and The Queen) e segna il passaggio più aggressivo dell'album con i suoi chitarroni pompati e distorti. Gli anni '80 ritornano prepotentemente protagonisti nel finale, con le nebbie sintetiche di Cloud of Unknowing, che sembra un'impietosa parodia degli Associates; mentre la chiosa è affidata a Pirate Jet, che regala l'ultima scossa lambendo timidamente le rive dell'industrial music con inserti ditypewriter e rumori del traffico metropolitano che aggiornano Autobahn al ventunesimo secolo.

Plastic Beach è un ottimo album, da ascoltare e riascoltare, forse qualcuno potrà storcere il naso lamentando la mancanza di unità, infatti la scelta di affidare quasi ogni traccia ad un cantante diverso non crea certo un effetto di continuità nel disco, ma così facendo 2D e soci riescono a regalarci quindici scintillanti pietre del pop.

è il disco che a cinque anni di distanza dall’acclamatissimo Demon days segna il ritorno dei Gorillaz, progetto parallelo dell’eclettico Damon Albarn.“Plastic Beach non è un disco «verde». Non è un giudizio sul mondo. E' solo una fotografia, un altro luogo, un altro modo di vedere la Terra. Questa è la colonna sonora di tutto ciò” così ha presentato il disco 2D (l’alterego di Albarn).La caratteristica dei Gorillaz è sempre stata quella di mescolare generi diversi con grande maestria; questo album suona indubbiamente pop, nel senso più letterale del termine ossia di un’unione di suoni, immagini e colori, che svuota ogni genere musicale del suo contenuto e lo rende fruibile a tutti, in ogni momento. Pop dicevamo, ma come è caratteristico dei Gorillaz  un pop con forti influenze di hip hop ed elettroniche; la lista degli ospiti illustri che compaiono in questo disco è da capogiro: Snopp Dogg, Lou Reed, Mos Def, Martina Topley-Bird e gli ex Clash Mick Jones & Paul Simonon, giusto per citarne alcuni. Il primo singolo estratto dall’album Stylo è decisamente un capolavoro con un basso che si fatica a dimenticare. Ma sulla  spiaggia di plastica, compaiono anche orchestre tridimensionali (Rhinestone Eyes), raffiche di coltellate synthetico-compulsive (Glitter Freeze) e sfaccettature trasversali di acid jazz alla Thievery Corporation (Empire Ants, To Binge).On melancholy hill è un pezzo pop leggero e solare che crea una splendida coppia di opposti con Broken, elettronica malinconica e sognante. Sweepstakes torna al black con il leggendario rapper Mos Def come MC, la title-track vede ospiti gli ex Clash Mick Jones e Paul Simonon (che Damon conobbe per The God, The Bad and The Queen) e segna il passaggio più aggressivo dell'album con i suoi chitarroni pompati e distorti. Gli anni '80 ritornano prepotentemente protagonisti nel finale, con le nebbie sintetiche di Cloud of Unknowing, che sembra un'impietosa parodia degli Associates; mentre la chiosa è affidata a Pirate Jet, che regala l'ultima scossa lambendo timidamente le rive dell'industrial music con inserti di typewriter e rumori del traffico metropolitano che aggiornano Autobahn al ventunesimo secolo.

Plastic Beach è un ottimo album, da ascoltare e riascoltare, forse qualcuno potrà storcere il naso lamentando la mancanza di unità, infatti la scelta di affidare quasi ogni traccia ad un cantante diverso non crea certo un effetto di continuità nel disco, ma così facendo 2D e soci riescono a regalarci quindici scintillanti pietre del pop.

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