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recensioni15/04/2010A cura di: Daria
NINA ZILLI
Sempre lontano
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Tracklist

  • 1. 50mila (Feat Giuliano Palma)
  • 2. Il paradiso
  • 3. L’uomo che amava le donne
  • 4. L’inferno
  • 5. Penelope( Feat Smoke)
  • 6. L’amore verrà
  • 7. Bacio D’A(d)dio
  • 8. C’era una volta
  • 9. Come il sole
  • 10. Tutto bene
  • 11. No pressure
  • 12. Bellissimo.

Genere

Pop

Etichetta

UNIVERSAL

Sito Ufficiale

www.ninazilli.com/

Voto

9 su 10

La vostra giornata è triste e grigia? Ho l’album che fa per voi, basta far girare il disco Sempre lontano di Nina Zilli e sicuramente tutto diventerà di un diverso colore.
Dopo il festival di Sanremo al quale la Zilli ha partecipato con il bellissimo brano dal sapore retrò L’uomo che amava le donne il suo disco d’esordio esce con l’aggiunta di quattro inediti oltre al brano sanremese.
Nina Zilli ci scaraventa in un universo fatto da arrangiamenti soul d’altri tempi ma contaminati e rinvigoriti da un bel po’ di reggae e rock steady e non è un caso che il brano d’apertura del disco 50mila sia proprio un duetto con Giuliano Palma, porta bandiera di un certo sound in Italia.
Segue poi Il paradiso uno dei cinque nuovi pezzi, che pur essendo ben suonato e arrangiato non è una delle punte di diamante del disco. Si arriva poi al brano che ha fatto guadagnare alla Zilli il premio Mia Martini, L’uomo che amava le donne dal soul d’altri tempi tutto fatto di fiati e atmosfere sensuali in cui Nina è veramente una fuori classe.
La Zilli però dà il meglio di sé nei brani che profumano di Giamaica come Penelope, dove collabora con gli Smoke, l’ammaliante Bacio D’a(d)dio e No pressure, qui il suono si sporca e si di raggae e rock steady.
Si torna poi alle atmosfere anni ’50 con la veramente notevole C’era una volta, ma anche i due brani che la seguono Come il sole e Tutto bene sono veramente ben costruiti, arrangiati e in grado di cambiarti una giornata, a mettere insieme il soul-pop e il reggae provvede una bella voce, leggera, solare e ispirata.
Chiude il disco Bellissimo un pezzo dalle atmosfere notturne e delicate, nel quale ancora una volta la Zilli sa perfettamente destreggiasi.
Un disco che farebbe la sua bella figura in un jazz club prestigioso come il Blue Note di Milano ma che potrebbe non sfigurare anche ad un festival reggae alternativo come il Rototom Sunsplash.
 

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