Sezione recensioni
recensioni17/03/2010A cura di: Daria
Otto ohm
Combo
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Tracklist

  • 1. 01.La forma originaria02.Cupo03.In questo specchio04.Come parlo di te05.Senza bisogno di parole06.Evito la forma07.Ho visto la felicità08.Mattonelle verdi
  • 2. Quello che serve davvero10.Andare oltre
  • 3. La mia lucciola

Genere

Pop

Etichetta

Leuzzi

Sito Ufficiale

www.ottoohm.com

Voto

8
Nel loro ultimo lavoro, Combo, gli Otto ohm continuano a fare quello che hanno sempre fatto in questi anni, cantano del mondo che li circonda, di quello che non va, delle speranze, delle delusioni, di quello che succede tutti i giorni delle nostre vite.
Quello che mi ha sempre colpito di loro è che lo fanno con una delicatezza e raffinatezza che poche volte ho trovato in altri gruppi:gli arrangiamenti ricercati e deliziose armonie vocali vi cattureranno sin dal primo ascolto e difficilmente vi abbandoneranno.
Le metriche, i pattern ritmici, gli interventi degli archi sono dei veri e propri trademark per questa band che ostinatamente continua a portare avanti il suo discorso artistico: unica eccezione, il brano “Mattonelle verdi”, una novità per la penna di Bove, uno strano connubio tra tradizione popolare romana, arrangiamenti d’archi e un violino balcanico, che ha come argomento alcune riflessioni sulla morte. Il resto di Combo è fatto di eleganti pezzi che uniscono denuncia sociale e piccole perle di saggezza contro una cultura che ormai è preda di se stessa e di bisogni fittizi sempre crescenti. Gli Otto ohm rimettono al centro del piatto la felicità dell’accontentarsi, la riscoperta delle piccole cose, della sostanza al posto della forma. Testi semplici ma che riescono ad arrivare subito al cuore e che durante la giornata ritornano quasi come un mantra:”Siamo il prodotto delle nostre storie.. dei nostri errori e delle nostre paure..di notti rimaste in piedi insieme a noi.. il succo delle brutte avventure.. delle delusioni e dei tradimenti.. di quello che speravi e non è stato mai..del nostro saper cogliere le sfumature..di quelle che poi sfumano da sole..”(Cupo ).
E’ una gioia ascoltare dischi come questo, perché si ha la netta sensazione che non sia stato fatto per scadenze di contratto o impegni da rispettare, ma perché si ha un reale bisogno di dire qualcosa e di farlo bene.