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recensioni10/03/2010A cura di: Daria
MOTEL CONNECTION
H.E.R.O.I.N.
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Tracklist

  • 1. 1.Automatic
  • 2. 2.Uppercut
  • 3. 3.I would prefer not
  • 4. 4.Shadows and fire
  • 5. 5.All right
  • 6. 6.File me away
  • 7. 7.H.E.R.O.I.N.
  • 8. 8.Boy and girl (Remix 2010)
  • 9. 9.Sun
  • 10. 10.Heal

Genere

Pop

Etichetta

Universal

Sito Ufficiale

www.motelconnection.net

Voto

8 1/2


“Volendo, è tutto riassumibile in maniera molto semplice: con "Give me a good reason to wake up" i club erano un mondo che ci affascinava, un mondo di cui volevamo conoscere i segreti. Con Do you have a life? la dimensione del club è diventata casa abitata, un luogo di transito che conosciamo dall’interno. Con H.E.R.O.I.N. proviamo a connettere le tappe di questo nostro percorso in un linguaggio di sintesi.”Così i Motel Connection presentano il loro terzo lavoro in studio, uscito il 5 Marzo in contemporanea con l’inizio di un tour che li vedrà nei club di tutta Italia.

H.E.R.O.I.N. è l’acronimo di Human Enviromental Return of Output/Input Network, un progetto molto ambizioso partito lo scorso anno con l’uscita del singolo omonimo e che comprende oltre al disco un videogioco, un fumetto e un progetto di sostenibilità ambientale curato dal politecnico di Torino; ma è la creatività il concetto base di questo nuovo lavoro.

Creatività che gli stessi Motel connection chiedono di mettere in campo a chi compra il loro disco, perché “la creatività non è risorsa limitata, prerogativa esclusiva di una élite di specialisti o artisti”(visitate il loro sito e capirete meglio di cosa parlo).

Passiamo ora al disco vero e proprio, in questo ultimo lavoro c’è sicuramente meno tecno rispetto ai dischi precedenti e la voce che fino ad ora era stata lasciata in secondo piano,acquista un peso specifico nei brani.

Ma i dj (Pisti e il produttore Stefano Fontana, Stylophonic, che ha seguito questo lavoro)non si lasciano mettere sotto dai musicisti e quindi trova giustamente spazio anche l’house e l’elettronica anni ’70.

Quello che rimane una certezza è che i Motel connection continuano a farci ballare, e lo fanno davvero bene, i ritornelli martellano in testa, per giorni ho avuto in loop il riff di Uppercut, secondo singolo estratto dall’album. Ma non è il classico ritmo battente che alla lunga può annoiare: finita Heal, ultima traccia del disco,si ha spesso la voglia di premere il tasto play un’altra volta.

Le prime quattro tracce ci fanno rientrare subito nel mondo che i Motel connection hanno costruito fino a questo momento: quello del club, dove si balla, senza se e senza ma; si passa poi a uno dei miei pezzi preferiti All right, dove l’atmosfera diventa più delicata, e a File me away dalle sonorità quasi hawaiane.

Si arriva poi ad H.e.r.o.i.n. , brano che ci ha fatto saltare per tutta l’estate, e al remix di Boy and girl, che continuo a preferire nella versione originale. Sun è un pezzo che mi ha disorientato, la parte strumentale “picchia”, la parte cantata sembra quasi una ballata e le due parti si alternano in continuazione.

Heal, con un inizio che sembra la colonna sonora di un videogioco, diventa una canzone molto orecchiabile e con un falsetto davvero interessante.

Nel complesso un disco molto ricco di sfumature, con richiami a tutti i generi tanto cari ai Motel connection: questa è “creatività”.

 


 

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